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Fortorina: Aperta al traffico la nuova variante di San Marco dei Cavoti

un'opera da 67 milioni per liberare il centro storico dal traffico

Il 6 agosto 2026 Anas ha aperto al traffico la nuova variante di San Marco dei Cavoti sulla SS212 "della Val Fortore", opera da 67 milioni di euro lunga 2,5 km che comprende la galleria "San Marco" e i viadotti "Sole Bianco" e "Borrilli". L'infrastruttura allontana il traffico pesante dal centro storico e dall'area industriale del paese, noto per la produzione di torrone, e si inserisce nel più ampio progetto della "Fortorina" tra Benevento e la valle del Fortore.

San Marco dei Cavoti (BN), 6 agosto 2026

Dopo anni di attesa, il Fortore beneventano ha il suo nuovo collegamento viario. Giovedì 6 agosto 2026 Anas ha aperto al traffico la nuova variante di San Marco dei Cavoti sulla strada statale 212 “della Val Fortore”, un’infrastruttura da circa 2,5 chilometri pensata per allontanare definitivamente il traffico pesante dal centro abitato e dall’area industriale del paese, noto in tutta Italia per la produzione di torrone e croccantino.

La cerimonia

L’inaugurazione si è svolta alla presenza del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, del Sottosegretario Tullio Ferrante, della Responsabile di Anas Campania, Barbara Di Franco, della Prefetta di Benevento, Raffaela Moscarella, e del Sindaco di San Marco dei Cavoti, Angelo Marino, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali, delle Forze dell’Ordine, delle imprese esecutrici e dei tecnici della Direzione Lavori Anas che hanno seguito il cantiere.

Nel suo intervento, Rixi ha ricordato che Anas ha diversi cantieri aperti nel Beneventano e che il Governo sta investendo su infrastrutture che per anni erano state considerate irrealizzabili, sottolineando come la nuova variante permetta ai cittadini di spostarsi in modo più rapido e sicuro senza dover attraversare i centri urbani. Sulla stessa linea il Sottosegretario Ferrante, secondo cui “la vera sfida non è progettare le opere, ma portarle a compimento”, rivendicando il risultato come dimostrazione della capacità dell’esecutivo di completare interventi rimasti a lungo sulla carta. Il Sindaco Marino ha parlato di un’opera “fondamentale”, capace di liberare il paese dal traffico pesante che lo attraversava da oltre un secolo, augurandosi che il collegamento venga presto esteso fino al cuore del Fortore. Anche gli esponenti politici locali, tra cui il commissario provinciale della Lega Domenico Parisi e i consiglieri di Forza Italia Borrillo e Ricci, hanno definito la giornata “un risultato storico per il territorio”, frutto — a loro dire — della collaborazione tra le istituzioni coinvolte.

L’opera: 2,5 km tra galleria e viadotti

Il tratto inaugurato corrisponde al 2° stralcio del 1° Lotto della variante e ha richiesto un investimento complessivo di circa 67 milioni di euro. L’infrastruttura comprende la galleria naturale “San Marco”, lunga circa 500 metri, e due viadotti: il “Sole Bianco” (210 metri) e il “Borrilli” (112 metri), oltre a diverse opere minori di completamento. Sono inoltre previsti interventi di ripristino di alcune viabilità comunali interessate dal passaggio dei mezzi di cantiere durante i lavori, concordati in precedenza con l’amministrazione comunale.

La nuova tratta entra a far parte del tracciato della SS212 VAR “Variante di Pietrelcina”, nel segmento compreso tra il km 24,000 e il km 26,435, e consente di bypassare completamente l’abitato e la zona industriale di San Marco dei Cavoti, riducendo i flussi di traffico nel centro urbano, innalzando i livelli di sicurezza della circolazione e abbattendo i tempi di percorrenza.

Un tassello della “Fortorina”

L’opera si inserisce in un disegno infrastrutturale più ampio, quello della cosiddetta variante Fortorina, il collegamento veloce pensato per unire Benevento alla valle del Fortore bypassando la tortuosa viabilità esistente. Il progetto, approvato nel 2003, ha visto le sue prime aperture nel 2012, con il tratto Pietrelcina-Pesco Sannita inaugurato il 28 marzo di quell’anno, seguito nel dicembre 2013 dal collegamento tra Regno e San Marco dei Cavoti. Fino ad oggi il paese rappresentava il capolinea provvisorio della variante: con l’apertura del nuovo tratto, il collegamento prosegue verso il cuore del Fortore, rafforzando le connessioni con la SS372 “Telesina”, il Raccordo Autostradale 9 “di Benevento” e l’autostrada A16 “Napoli-Canosa”, e quindi, più in generale, tra le aree interne della provincia di Benevento, il capoluogo sannita e la Puglia.

In parallelo, e in adiacenza al tratto appena aperto, proseguono i lavori del 1° stralcio della variante, affidati con un appalto separato del valore di circa 36 milioni di euro (secondo alcune fonti locali l’importo complessivo del pacchetto di lavori limitrofi arriverebbe fino a 37 milioni), con ultimazione stimata entro dicembre 2027. Anche questo intervento si sviluppa per circa 2,5 chilometri e comprende l’adeguamento di un tratto di strada comunale esistente, una galleria artificiale di circa 120 metri e le relative opere complementari. I lavori del 1° stralcio erano stati consegnati alle imprese esecutrici nella primavera del 2025. Una volta completati entrambi gli stralci, i due interventi del Lotto costituiranno complessivamente 5 chilometri di nuova infrastruttura, con un impatto significativo sulla mobilità, sulla sicurezza stradale e sulla competitività dell’intero comprensorio del Fortore.

Il piano Anas per il Beneventano

L’apertura della variante di San Marco dei Cavoti si colloca all’interno di un piano di interventi più vasto che Anas sta portando avanti in provincia di Benevento, dove l’azienda gestisce circa 1.500 chilometri di rete stradale, compresi i 35 chilometri del Raccordo Autostradale 9 “di Benevento”. Il piano di investimenti regionale di Anas in Campania, progettazione inclusa, ammonta a quasi 4,5 miliardi di euro, di cui circa 550 milioni destinati alla manutenzione programmata.

Nell’area beneventana sono attualmente in corso dieci interventi per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro, concentrati su nuove pavimentazioni, sostituzione di barriere di sicurezza, adeguamento di impianti tecnologici e lavori su ponti e viadotti. A questi si aggiungono altri nove interventi di prossimo avvio, per circa 25 milioni di euro, dedicati a opere d’arte, lavori complementari e contrasto al dissesto idrogeologico.

Guardando al futuro della SS212, è in fase autorizzativa il completamento del 2° Lotto della Val Fortore, dal km 0 al km 37, che collegherà San Marco dei Cavoti a San Bartolomeo in Galdo: il progetto definitivo, approvato a inizio 2026, prevede un investimento complessivo di 660 milioni di euro, mentre per il completamento dei lavori nel tratto più a valle è previsto un investimento aggiuntivo di oltre 285 milioni di euro. Parallelamente prosegue il raddoppio della SS372 “Telesina” nel 1° Lotto, da San Salvatore Telesino a Benevento, per un investimento di 460 milioni di euro, con espropri, risoluzione delle interferenze e scavi archeologici in corso e consegna dei lavori attesa in autunno. Infine, per la SS369 “Appulo Fortorina” — la strada che, a differenza della SS212, raggiunge effettivamente la valle del fiume Fortore — è in fase di autorizzazione il progetto di fattibilità tecnica ed economica per il tratto dal confine regionale all’innesto con la SS17, per un investimento superiore ai 170 milioni di euro.

Un territorio che aspettava questa strada

Per San Marco dei Cavoti, comune di circa 2.900 abitanti arroccato sulle colline del Sannio e conosciuto come la “città del torrone” per le numerose aziende dolciarie a conduzione familiare che ne animano l’economia, la nuova variante rappresenta la fine di un lungo isolamento viario che per decenni ha costretto il traffico di attraversamento — comprese decine di mezzi pesanti diretti verso il Fortore e la Puglia — a passare attraverso il centro storico, con i disagi in termini di inquinamento, rumore e sicurezza che questo comportava. Amministratori locali e comitati del territorio definiscono l’opera “attesa da anni” e la considerano un tassello chiave non solo per la viabilità, ma anche per contrastare lo spopolamento delle aree interne, favorendo l’accesso a servizi essenziali e nuove opportunità di sviluppo economico e sociale per l’intero comprensorio fortorino.

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