Il 29 settembre 2026, nell’aula consiliare di San Marco dei Cavoti, tredici sindaci sui quattordici che compongono la Comunità Montana del Fortore hanno approvato all’unanimità la versione definitiva della Strategia FARO e il relativo programma degli interventi.

FARO significa Fortore Attivo per il Ripopolamento e l’Occupazione. È il progetto con cui il territorio prova a utilizzare la Strategia nazionale per le aree interne non soltanto per finanziare opere pubbliche, ma per intervenire sulle ragioni che rendono sempre più difficile vivere nei piccoli comuni: distanza dai servizi sanitari, scuole fragili, trasporti insufficienti, poche opportunità lavorative e progressivo impoverimento del tessuto commerciale e produttivo.
L’approvazione dei sindaci conclude una fase importante, ma non coincide ancora con l’avvio degli interventi. Il passaggio successivo è la sottoscrizione dell’Accordo di programma quadro, l’APQ, tra Governo, Regione Campania e Comunità Montana. Solo allora potranno essere formalmente attivate le risorse e avviate le procedure necessarie alla realizzazione dei singoli progetti.
Una strategia costruita mentre il territorio continuava a perdere abitanti
Il Fortore è stato riconosciuto come nuova area della Strategia nazionale per le aree interne il 28 settembre 2022. Nel 2023 il perimetro originario è stato ampliato con l’ingresso di Paduli e Sant’Arcangelo Trimonte, facendo coincidere l’area SNAI con i quattordici Comuni della Comunità Montana:
Apice, Baselice, Buonalbergo, Castelfranco in Miscano, Castelvetere in Val Fortore, Foiano di Val Fortore, Ginestra degli Schiavoni, Molinara, Montefalcone di Val Fortore, Paduli, San Bartolomeo in Galdo, San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti e Sant’Arcangelo Trimonte.
Il percorso è proseguito attraverso incontri con amministratori, scuole, associazioni, imprese, università e altri soggetti territoriali. Il primo documento programmatico venne adottato dalla Comunità Montana nel settembre 2023; l’incontro pubblico conclusivo della fase di ascolto si svolse a Molinara il 2 dicembre 2024. Il preliminare venne poi trasmesso nel luglio 2025 e recepito dalla Regione Campania con la deliberazione n. 599 del 2 settembre 2025.
Sono trascorsi quindi quattro anni dal riconoscimento dell’area e tre dalla prima bozza della strategia. Nel frattempo, la crisi demografica non ha rallentato.
Tra il 2001 e il 2020 i quattordici Comuni sono passati complessivamente da 37.105 a 30.204 abitanti, perdendo circa il 18 per cento della popolazione. Montefalcone di Val Fortore è sceso da 1.837 a 1.355 residenti; Baselice da 2.843 a 2.134; San Bartolomeo in Galdo da 5.841 a 4.457; San Marco dei Cavoti da 3.752 a 3.058. Le perdite percentuali più pesanti hanno riguardato Castelvetere, Ginestra e Sant’Arcangelo Trimonte.
I dati più recenti diffusi dall’UNCEM aggravano ulteriormente il quadro: tra il 2011 e il 2023 il Fortore avrebbe perso altri 6.627 residenti, pari al 16,1 per cento, una delle contrazioni più elevate tra le aree interne campane.
È su questa emergenza che FARO dovrà essere giudicata.

Quasi 17,7 milioni tra fondi europei e nazionali
Il quadro finanziario contenuto nel preliminare approvato dalla Regione prevede complessivamente 17.658.108,61 euro, articolati in quattro componenti:
- 10.326.486,89 euro di risorse ordinarie FESR;
- 2.581.621,72 euro di premialità FESR;
- 750.000 euro del Fondo sociale europeo Plus;
- 4 milioni di euro di risorse nazionali assegnate attraverso la programmazione SNAI.
La quota premiale non è una disponibilità automatica: è legata al raggiungimento degli obiettivi e al rispetto delle condizioni previste dalla programmazione. Il valore immediatamente consolidato è quindi inferiore al totale potenziale.
Le venti linee d’intervento sono divise in due grandi blocchi. 9,75 milioni sono destinati ai servizi di cittadinanza — istruzione, formazione, sanità, welfare e mobilità — mentre 7,9 milioni finanziano lo sviluppo locale, l’ambiente, le imprese e il turismo.
La scelta di affiancare servizi e sviluppo è uno degli elementi più rilevanti della strategia. Un incentivo economico può aiutare la nascita di un’impresa, ma difficilmente convincerà una famiglia a restare se per raggiungere una scuola, una visita specialistica o il posto di lavoro occorrono spostamenti lunghi e complicati.
Scuola e formazione: 1,15 milioni
Il primo gruppo di interventi riguarda la costruzione di un rapporto più stretto tra scuola, innovazione e mercato del lavoro locale.
Sono previsti 400.000 euro per smart school, officine energetiche, laboratori audiovisivi e multimediali, web TV e Fab Lab negli istituti superiori del territorio. L’obiettivo dichiarato è creare ambienti didattici capaci di formare competenze legate alle vocazioni economiche locali e alle nuove tecnologie.
Altri 750.000 euro del FSE+ finanziano tre percorsi:
- 250.000 euro per l’alta formazione di figure specializzate nella gestione innovativa delle destinazioni turistiche;
- 300.000 euro per la formazione del capitale umano in rapporto alle richieste del mercato locale;
- 200.000 euro per percorsi destinati alla nascita di nuove imprese e all’innovazione di quelle esistenti.
Il programma coinvolge gli istituti superiori, la Regione Campania e l’Università del Sannio. Non si tratta quindi soltanto di acquistare attrezzature scolastiche, ma di costruire percorsi formativi che dovrebbero produrre competenze effettivamente utilizzabili nel Fortore.
Sanità e welfare: 1,85 milioni
Il secondo blocco prova a rispondere all’invecchiamento della popolazione e alla distanza dai principali presidi sanitari.
Sono previsti:
- 550.000 euro per una rete integrata di servizi socioassistenziali di comunità;
- 500.000 euro per le cosiddette “Piccole Case della Salute”;
- 400.000 euro per il potenziamento dell’Ospedale di Comunità di San Bartolomeo in Galdo e della Casa di Comunità di San Marco dei Cavoti;
- 400.000 euro per il progetto “Oasi del benessere e tutela della salute per le future generazioni”.
Quest’ultimo intervento dovrebbe coinvolgere Comunità Montana, ASL e centri pubblici di ricerca. Nel percorso preparatorio erano già state avviate interlocuzioni con l’Istituto Pascale e con Biogem per approfondire il rapporto tra ambiente, longevità e salute della popolazione fortorina.
L’obiettivo più concreto dovrà essere ridurre gli spostamenti per le cure, aumentare l’assistenza domiciliare e rendere realmente accessibili le prestazioni di base e specialistiche. La costruzione o l’adeguamento di spazi, da soli, non saranno sufficienti senza personale, continuità gestionale e servizi effettivamente erogati.
Mobilità: la voce più consistente
La mobilità assorbe 6,55 milioni di euro, la parte più consistente dei servizi di cittadinanza.
Cinque milioni sono destinati alla messa in sicurezza degli accessi alle aree industriali e ai PIP dei Comuni. Altri 50.000 euro finanziano una mappatura dettagliata degli spostamenti della popolazione e la redazione di un piano della mobilità.
Il progetto più riconoscibile è però Taxi F.O.R. – Fortore On Demand Transport, finanziato con 1,5 milioni di euro. L’idea è quella di introdurre un servizio a chiamata, con una particolare attenzione agli anziani, alle persone fragili e a chi deve raggiungere scuole, strutture sanitarie e servizi essenziali.
Il problema sarà costruire un servizio intercomunale stabile, con orari, modalità di prenotazione, mezzi e costi di gestione compatibili con un territorio molto esteso e poco densamente abitato. Un trasporto a domanda può rappresentare una risposta concreta; un progetto sperimentale destinato a esaurirsi con il finanziamento avrebbe invece un impatto molto limitato.
Ambiente, boschi e sicurezza del territorio
Tre milioni di euro sono destinati direttamente alla componente ambientale:
- 1,5 milioni per valorizzare cammini, percorsi naturalistici, boschi e aree verdi;
- 1,5 milioni per interventi di ingegneria naturalistica e riduzione del rischio idrogeologico.
La strategia collega la manutenzione del territorio alla fruizione turistica, ma le due finalità non dovranno essere confuse. La cura dei boschi, la prevenzione degli incendi e la stabilizzazione dei versanti sono anzitutto servizi essenziali per la sicurezza delle comunità; cammini e turismo lento possono diventare una conseguenza della buona gestione del patrimonio naturale, non sostituirla.
Imprese, coworking e servizi nei piccoli paesi
Un milione di euro è destinato al recupero di edifici e spazi pubblici da trasformare in coworking, incubatori e luoghi di supporto per giovani imprenditori, professionisti e imprese sociali.
Altri 826.486,89 euro dovrebbero finanziare incentivi per la nascita di attività innovative, collaborative e circolari, con particolare attenzione alle iniziative promosse da giovani e donne. La strategia richiama anche imprese capaci di offrire servizi oggi sempre più rari nei piccoli centri: attività commerciali, lavanderie, servizi sportivi, assistenza alle persone e soluzioni rivolte alla popolazione anziana.
Il rischio da evitare è la realizzazione di nuovi spazi senza una comunità professionale in grado di utilizzarli. Il valore dei coworking non sarà misurato dal numero di edifici ristrutturati, ma dalle imprese ospitate, dai servizi attivati e dall’occupazione generata.
Turismo, produzioni locali e ritorno degli emigrati
Il turismo è distribuito tra diversi interventi.
Sono previsti 500.000 euro per un piano integrato di valorizzazione delle produzioni agroalimentari, attraverso eventi, mostre-mercato, promozione, ricerca e internazionalizzazione. Altri 300.000 euro serviranno alla creazione di una DMO del Fortore, una struttura comune incaricata di organizzare e promuovere la destinazione turistica.
Il programma assegna inoltre:
- 500.000 euro agli incentivi per le imprese turistiche;
- 700.000 euro alla digitalizzazione e messa in rete delle anagrafi comunali, con l’obiettivo di facilitare la ricerca degli antenati e il turismo delle radici;
- 1.081.621,72 euro alla riqualificazione di spazi pubblici destinati ad attività sportive e iniziative contro il disagio sociale.
La digitalizzazione delle anagrafi potrebbe diventare uno degli interventi più originali, considerando la vastità della diaspora fortorina. Per produrre risultati, però, dovrà essere collegata a servizi di ricerca genealogica, archivi storici, itinerari, ricettività e rapporti organizzati con le comunità di emigrati. Una banca dati isolata non genera automaticamente turismo di ritorno.
I 27,9 milioni delle strade sono un capitolo distinto
Nel documento FARO compare anche un elenco di progetti stradali presentati dai Comuni sul Bando Strade FSC 2021-2027, per un valore complessivo di 27.902.797,22 euro.
Questa cifra non deve essere sommata ai 17,6 milioni della Strategia. Si tratta di candidature finanziariamente distinte, inserite nel documento perché considerate coerenti con gli obiettivi generali di accessibilità e sicurezza.
Tra queste compare il progetto da 420.000 euro del Comune di Montefalcone di Val Fortore per la riqualificazione di via Appellaturo, via Aia dell’Olmo e Casino di Cocca, con collegamento alla SP 45. Sono previsti il rifacimento del fondo stradale, la sistemazione delle cunette, la segnaletica e opere di stabilizzazione dei pendii.
All’interno dei 17,6 milioni di FARO rimane invece la voce da cinque milioni per gli accessi alle aree industriali e ai PIP.
La fase decisiva comincia adesso
Il Fortore è stato indicato come la prima area SNAI della Campania ad aver superato l’esame della Cabina di regia nazionale e l’istruttoria sulla componente regionale. L’approvazione dei sindaci consente ora di procedere verso l’APQ, che dovrà definire impegni, responsabilità, cronoprogrammi e modalità di finanziamento.
Il tempo disponibile, però, è limitato. La Regione ha ricordato alle sette aree interne campane che entro il 31 dicembre 2026 dovrà essere raggiunto almeno il 70 per cento delle obbligazioni giuridicamente vincolanti sulle somme assegnate, condizione necessaria per conservare la premialità del 20 per cento.
FARO contiene interventi capaci di incidere su alcuni dei problemi più concreti del territorio: trasporti, assistenza sanitaria, formazione, servizi per gli anziani, sostegno alle imprese e gestione comune del turismo. Contiene però anche progetti molto diversi tra loro, affidati a numerosi soggetti e alimentati da fondi con regole differenti. La capacità amministrativa e il coordinamento tra i quattordici Comuni saranno determinanti quanto la disponibilità finanziaria.
La Strategia non potrà essere valutata dal numero delle iniziative presentate, degli edifici recuperati o dei finanziamenti formalmente assegnati. Dovrà essere misurata attraverso risultati verificabili: tempi più brevi per raggiungere cure e scuole, trasporti realmente utilizzati, imprese nate e rimaste attive, nuovi posti di lavoro, servizi aperti anche dopo la conclusione dei finanziamenti e un rallentamento effettivo della perdita di popolazione.
Dopo quattro anni di programmazione, il Fortore dispone finalmente di una strategia condivisa e di un quadro finanziario consistente. Ora deve dimostrare di saper trasformare venti linee d’intervento in servizi funzionanti e opportunità riconoscibili. Perché, in un territorio che tra il 2011 e il 2023 ha perso più di un residente ogni sei, il tempo impiegato per passare dalle approvazioni ai risultati non è un dettaglio amministrativo: è parte stessa del problema che FARO dovrebbe risolvere.
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