Persona
Rosario Zeppa
Collegamento archivisticoMedico oculista, amministratore pubblico e scrittore Rosario Zeppa nacque a Montefalcone di Val Fortore il 17 novembre 1921. Medico oculista,…
Apri la scheda →Il Dr. Rosario Zeppa apre uno studio sulla "demoiatrica" (medicina popolare) nel Valfortore, lamentando la scarsità di letteratura sull'argomento a livello provinciale. Descrive la persistenza delle tradizioni popolari di cura accanto alla medicina ufficiale, citando il medico condotto Ernesto Capozzi e distinguendo una componente "eroica" magico-empirica da una più diffusa fatta di rimedi tramandati, tra cui usi dell'aglio, della cipolla, dell'urina e di altri rimedi tradizionali contro varie affezioni.

Manca ancora nella letteratura, che è pur vasta, uno scritto che tratti della medicina nel nostro popolo. Non solo accenno alla nostra Provincia, che è pur nota soprattutto per le Streghe, nell’ultima pubblicazione del Parzini, Maestro insigne della Storia della medicina.
Eppure, se molto vi è di comune nella medicina popolare della nostra zona, vi è questa peculiare caratteristica: non leggendaria o riservata a pochi ma attuata e per intera secondo le tradizioni, da quasi tutti gli abitanti. Basta fare il medico per pochi giorni in questa nostra zona e si conoscerà quanto la totalità della popolazione attua contro le malattie, senza o anche ricorrendo al medico.
Qui il medico non ha ancora sostituito i precetti e le norme che la tradizione tramanda per ogni malanno, ma si accoppia alla tradizione e molto spesso è chiamato solo per firmare il certificato di morte!
Don Ernesto Capozzi, per oltre un quarantennio medico a Montefalcone, sintetizzava così questo stato di cose: “Qui ognuno fa il suo mestiere ma tutti facciamo i medici”, non era acredine: con intelligente comprensione e con la sua vasta esperienza sapeva affiancare la medicina ufficiale a quella del popolo; le sue ricette segnavano solo quello che non poteva sostituire con i rimedi popolari.
Qui, come dovunque, la medicina popolare esorbita molto spesso dalle qualità fisiche e chimiche della materia e dalle comune leggi della biologia e si associa a virtù magiche di cose e persone, a oscuri poteri di parola. Sicché anche per la zona del Fortore la demoiatrica può essere suddivisa in una parte “eroica”, dove predomina l’elemento extranaturale ed occulto, riserbato a poche persone dotate di qualità particolare, ed una parte empirica; molto spesso queste due parti si associano perché alle comuni virtù di un rimedio il popolo associa un elemento che sfugge alla percezione dei sensi ed alla materialità della sostanza.
Oltre a questo vi è una serie di precetti che stanno a cavallo all’igiene e alla morale e non sempre si riesce a dire dove finisca l’una e cominci l’altra. Questi sono i più vivi, attuati quasi da tutti perché anche quelli che dicono di non crederci, preferiscono praticarli.
Tra i tanti i rimedi per le varie affezioni cito i più caratteristici; gli altri sono comuni a tutti il popolo dell’Italia meridionale, altri sfuggono: sono rimedi che si trovano di tanto in tanto e molto spesso giungono nuovi. Son riferiti per averli intesi da altri e di comune c’è una formula che serve ad avvalorare il rimedio: “questo lo consigliava un pastore degli Abruzzi”.
Le ferite, ulcerazioni, scottature trovano il loro rimedio nella ragnatela o nella polvere di travi di legno o anche nella… cipolla. Non altro che l’azione fisica c’è da riscontrare in questi rimedi: impediscono che la fasciatura si attacchi alla parte malata e per conseguenza evitano il dolore dello strappamento. Con miglior criterio è l’uso della polvere di travi sugli eczemi umidi; ma prima di questo, appena prodottasi la ferita, bisogna versarvi sopra del vino o in mancanza, urinarvi sopra o intingere la parte nell’urina: una buona lavata non fa male e per quel pò di alcool che contiene anche il vino può disinfettare; e l’urina? forse buona anch’essa anche se per ferite alla testa non si richiede il lavaggio diretto!
E l’urina sarebbe buona anche per i geloni e le cefalee, ma dev’essere, in questo caso, urina di neonato.
Per il mal di denti… si può usare qualunque urina come colluttorio. Non mi consta che sia usata per altre affezioni, sì che anche da noi l’urinoterapia va perdendo il suo fasto e le sue virtù antivelenose, detergenti, antiasmatiche descritte da Dioscoride, da Galeno, dagli Arabi e da tutto il Medioevo e il Rinascimento. E non è ritenuta buona per i reumatismi, le congiuntiviti, lagrimazione, ascite, clorosi per cui è ancora usata in altre località.
Se però le ferite sono determinate dal morso di un cane, bisogna applicarvi sopra dei peli dello stesso cane: qui è da chiedersi se è il principio della medicina omiopatica “similia similibus”, o dei moderni vaccini.
Per l’elmintiasi va bene una collana di agli appesa al collo: al potere curativo dell’aglio si aggiunge quel tanto di magico da trasformare l’aglio in collana anziché usarlo più opportunamente come cibo.
Per gli ascessi, flemmoni e in genere per tutti i processi infiammatori estrinsecantisi all’esterno giovano la cipolla cotta, le foglie di rovo, crusca bruciata e – caratteristico – “a racca”, cioè lo sporco grasso che si forma nei cappelli o “a guagliata”, specie di grasso che estraggono dal latte.
Per i foruncoli e la crosta lattea conviene non far niente: sono espressioni di salute: è il pus indovuto nell’organismo che vien fuori ridonando salute e benessere. C’è da pensare all’idea di un ascesso di fissazione, credo di no. È più logico pensare che ogni volta che sono stati toccati, il processo si è esteso per la mancanza di antisepsi donde la logica di non toccarli.
Tutta l’ortopedia traumatica trova il suo rimedio nella “stoppata”: stoppa intrisa in bianco d’uovo sbattuto e applicata sulla parte. Indiscutibilmente un ottimo sistema per l’immobilizzazione; immobilizza la parte, dopo alcuni minuti, così come la fasciatura al gesso. Se il processo dura a tempo, allora si ricorra da “Colamaruccio”, un buon contadino che a qualche esperienza ortopedica ha aggiunto quel tanto di magico con preghiere non rilevabili da formarsi un’autorità indiscussa e una non comune clientela.
Per le affezioni dell’apparato respiratorio numerosi i decotti. Il più comune è quello di malva e camomilla. Nessuna meraviglia che tanto continui ottimamente nella medicina popolare.
(continua al prossimo numero)
CONNESSIONI DELL’ARCHIVIO
Medico oculista, amministratore pubblico e scrittore Rosario Zeppa nacque a Montefalcone di Val Fortore il 17 novembre 1921. Medico oculista,…
Apri la scheda →
Montefalcone di Val Fortore è uno dei paesi che meglio raccontano le contraddizioni, la storia e le trasformazioni del Fortore.…
Apri la scheda →
Avviso firmato dall'Arciprete D. Sisto Di Giuseppe, Presidente del comitato, che annuncia l'approssimarsi della festa della Vergine SS. di Pompei a Montefalcone. Ringrazia i collaboratori impegnati negli aspetti organizzativi (restauro chiesa, illuminazione, spettacolo pirotecnico) e invita gli emigrati a pregare per il buon esito dei lavori e per la pace, con gli auguri delle prossime festività.
Apri la scheda →
L'articolo, continuazione di una serie storica sul Comune di Baselice, ripercorre le vicende feudali del paese dal 1454 al XVII secolo, tra le famiglie Guevara, Carafa e Rinuccini, con passaggi di proprietà, vendite di feudi e questioni giurisdizionali. Segue una digressione erudita sull'origine del nome Baselice, collegato all'antica Murgantia sannita, con citazioni di fonti storiografiche e un'iscrizione epigrafica latina relativa a Settimio Severo. Il testo si chiude con "(Continua)". Sesta puntata dell'articolo "Tabacco" del Dr. Rosario Zeppa, pubblicato su Valfortore. Il testo prosegue l'analisi degli effetti nocivi del fumo sulla salute, soffermandosi su vista, ciclo mestruale, gravidanza e allattamento, con……
Apri la scheda →
Breve racconto nostalgico della rubrica "Fatti d'altri tempi" che narra un episodio d'infanzia: due sorelle, Emilia Rosa e Carmela, insieme alla maggiore Teresuccia, scoprono per gioco in soffitta alcuni vasi di terracotta (le sirole) contenenti marenghi d'oro nascosti tra le frasche. Riescono a mantenere il segreto solo per un quarto d'ora, poi la piccola Carmeluccia non resiste e rivela tutto alla mamma, che riprende con calma il denaro.
Apri la scheda →
Breve cronaca della visita a Montefalcone di S.E. Raffaele De Caro, Presidente Nazionale del P.L.I., accompagnato dal nipote Avv. Guido Del Basso. De Caro ha parlato dalla loggia del palazzo municipale su temi paesani, confermando il suo appoggio per l'edificio scolastico e per i lavori dell'acquedotto. Del Basso ha polemizzato con D.C. e Comunisti. L'On. Cifaldi ha inviato un telegramma di saluto scusandosi per l'assenza.
Apri la scheda →
L'articolo denuncia le condizioni di arretratezza di San Bartolomeo in Galdo, capoluogo della Valfortore, che pur ospitando pretura, carceri, caserma della Finanza e uffici del Registro e delle Imposte, è privo di ospedale e scuole medie. Si evidenziano i disagi della popolazione costretta a recarsi a Benevento per cure mediche, con perdita di tempo e denaro, e si ricorda la promessa mai mantenuta della ferrovia del Fortore.
Apri la scheda →
Nel febbraio 1976 l’Unità pubblicò un articolo dedicato al primo congresso di zona del PCI della Valle del Fortore, svoltosi a San Bartolomeo in Galdo. Il documento offre uno spaccato particolarmente interessante del dibattito politico ed economico dell’epoca e delle proposte avanzate per contrastare l’isolamento e l’arretratezza delle aree interne. Lo riproponiamo integralmente come documento storico.
Apri la scheda →
Quando Cosimo Nardi cominciò a raccogliere gli oggetti della civiltà contadina, quel mondo non apparteneva ancora completamente al passato. Nelle…
Apri la scheda →
Grato Ianzito fu un benefattore montefalconese del Settecento, ricordato per aver destinato gran parte dei propri beni alla fondazione del Monte Frumentario di Montefalcone, istituzione nata per aiutare i contadini poveri, contrastare l’usura del grano e sostenere anche le giovani prive di dote. Analfabeta ma dotato di grande sensibilità sociale, volle che la sua ricchezza continuasse a essere utile alla comunità anche dopo la morte. La sua memoria è sopravvissuta per oltre due secoli, fino al Premio nazionale “Grato Ianzito e Nicola Ciletti” promosso nel 2007-2008 dal Museo della Civiltà Contadina nell’Area del Fortore.
Apri la scheda →
Avviso redazionale che invita i lettori a diventare "Padrini di Valfortore" sostenendo economicamente il giornale. Chi effettua un abbonamento annuale (anche solo per il primo anno) versando almeno 10 dollari riceverà un diploma d'onore e la propria foto pubblicata sul giornale. I nomi dei sostenitori saranno affissi nell'albo della redazione.
Apri la scheda →
Cronaca di una festa per bambini tenutasi il 26 febbraio 1950 nel cinema di Montefalcone, organizzata dal C.I.F. e dal Patronato con la partecipazione di Autorità e Corpo Insegnante. Vennero distribuiti doni (scarpette, caramelle, quaderni) ai bimbi poveri grazie agli Aiuti Internazionali, ma il numero insufficiente rispetto ai presenti generò proteste tra i familiari degli esclusi e un senso di invidia nei bambini non beneficiati.
Apri la scheda →