Documento

Storia di Baselice

Articolo storico-erudito che ricostruisce le origini medievali di Baselice, comune capoluogo di mandamento nel circondario di S. Bartolomeo in Galdo. Si descrive la posizione geografica su un sistema collinare dominato dal monte Saraceno e si ripercorrono i passaggi feudali dall'epoca normanna (secoli XII-XV), citando famiglie nobiliari e sovrani angioini e aragonesi. Il testo, tratto da una fonte storica del 1907, prosegue nei numeri successivi del giornale.

Comune capoluogo di mandamento, nel circondario di S. Bartolomeo in Galdo, a cui sta quasi dirimpetto alla distanza di pochi chilometri, sulla riva sinistra del Fortore. La situazione topografica non è molto seducente, quantunque elevato sia il sito rapporto alla sottoposta valle; triste e monotona è la campagna che lo precede e che costituisce la parte maggiore del suo territorio. È un aggregato di varie colline, che raggiungono la maggiore altezza al punto detto monte Saraceno; donde poi si distacca l’altra prominenza sul versante settentrionale della quale sta Baselice, quasi forte avanzato. Guarda S. Bartolomeo in Galdo di prospetto e lateralmente, sulla sinistra, il Comune di Castelvetere Valfortore. Ivi la veduta è chiusa da tutta quella ripida gobba che è l’agro di S. Bartolomeo e dai successivi monti della Puglia; lateralmente mira sull’oriente i campi di Montefalcone, e sull’occidente quelli di Castelvetere.

Baselice esisteva nell’epoca normanna, ed era chiamata Basilica.

Questo fatto è storicamente certo, e risulta dal catalogo dei baroni, formato tra il 1173 e il 1185. Prima appartenne alla Contea di Civitate, principal città vescovile della Puglia nei tempi di mezzo; ed era infeudata per una metà a Roberto Drago (facilmente della stessa famiglia del possessore di Foiano, che chiamavasi Nicolò Drago) e per l’altra metà a Rainaldo di Molise, che rilevava da Roberto Drago; il quale, alla sua volta, era Barone del Conte di Civitate, chiamato Filippo di Civitate:

“N. 329. Robertus Drago tenet medietatem Basilicae et Raynaldus Molisii tenet de eo alteram medietatem, quod totum, sicut dixerunt, est feudum unius militis et cum augmento obtulerunt milites duos”.

In quell’epoca era un sito abitato anche monte Saraceno, feudo distinto dall’altro di Baselice; e lo possedeva un tale Alferio di Montesarraceno, indicato al N. 310 del catalogo:

“Alferius Montis Sarraceni dixit, quod tenet Montem Sarracenium et Casalalbum (Casalbore) quod sicut dixit est feudum trium militum et cum augmento obtulit milites sex et servientes sex”.

Posteriormente, nella stessa epoca Normanna, Baselice e Monte Saraceno non appartennero più alla Contea di Civitate, ma continuarono a formar parte del giustizierato di Capitanata, e mutarono signore. Infatti questi due luoghi abitati o feudi vennero dati ai fratelli Mastrali, feudatarii in primis, diretti concessionarii del Re Guglielmo II:

“N. 1405: Hugo de Mastrali tenet Basilicam quod est feudum unius militis”; “N. 1406: Paganus de Mastrali tenet Montem Saracenum quod est feudum unius militis”.

Casalbore fu quindi distaccato da Monte Saraceno, che rimase feudo di un solo milite.

Posteriormente le storie e le cronache tacciono di Baselice e di Monte Saraceno, quantunque inevitabilmente abbiano dovuto succedere ivi dei fatti d’arme tanto nell’epoca di Federico II e Manfredi, quanto nelle altre di Ladislao e Luigi D’Angiò, di Alfonso D’Aragona e Renato D’Angiò.

Nell’epoca di Federico II i Saraceni ebbero una fortissima rotta sotto S. Bartolomeo in Galdo; ed è indubitato che pria occupavano non solo il Monte Saraceno, che può dirsi essere stato da essi edificato, e dove sorgeva una grossa torre, conosciuta col nome torre di Monte Saraceno, ma anche la contrada, che nell’attuale Baselice chiamavasi Montetto.

Una parte di Baselice divenne possedimento della Badia Sofiana sotto gli Angioini secondo risulta dai registri Angioini degli anni 1311 e 1312 lettera A fol. 208, siccome l’era ancora il Castrum Porchcare, ora distrutto, situato nell’attuale ex feudo di Porcara esistente nel tenimento di Baselice; il quale così rimase all’antica Basilica, a Monte Saraceno, a Porcara e a S. Maria di Mazzocca, che possedeva l’altra parte di Baselice nell’epoca a cui accenniamo.

Certo è che anche nell’epoca Angioina Baselice chiamavasi castrum basilicae e poscia castrum basilicis, donde fu facilissima l’inflessione di pronunzia in Baselice.

Intanto, poco dopo, il possesso di Baselice fu totalmente staccato da Porcara e Monte Saraceno; perché queste due ultime contrade erano proprietà della Badia di S. Maria a Mazzocca, unitamente al bosco dello stesso nome, nel cui mezzo stava la famosa Badia. E quei possessi furon mantenuti anche quando la Badia fu data in commenda nei secoli posteriori.

Non dee quindi recar meraviglia se nel 1419, regnando Giovanna II, era utile signore di Baselice un Antonio Mazzetta; e se nel 1447 fu tassato Baselice, quale feudo ecclesiastico, per once quattro di oro a carico dell’Abate Commendatario di S. Maria a Mazzocca, se si riflette che il Mazzetta era utile signore di una metà di Baselice, e l’Abate Commendatario lo era non solo dall’altra metà, ma benanche delle località che erano di dipendenza della università di Baselice. Anzi questo fatto mena ad altra limpida conseguenza, cioè che quei casali di Porcara e Monte Saraceno stavano diminuendo d’importanza, ed i loro danni cresceva Baselice. Porcara era più vicino a Decorata, Montesarcaceno più vicino a Baselice e propriamente tra questo e Mazzocca.

(Continua)

Da “I COMUNI DELLA PROV. DI BENEVENTO”
dell’Avv. Alf. Meomartini
Ed. GIUSEPPE DE MARTINI – Benevento 1907