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Tabacco

Sesta puntata di un articolo medico-scientifico del Dr. Rosario Zeppa sugli effetti tossicologici del tabacco e della nicotina sull'organismo umano. Il testo descrive il processo di combustione del tabacco, la tossicità della nicotina, esperimenti scientifici citati da vari autori e i sintomi dell'avvelenamento acuto e cronico, con effetti su sistema muscolare, respiratorio, circolatorio e nervoso. L'articolo prosegue nel numero successivo.

del Dr. Rosario Zeppa

Puntata VI

Fumare è un processo con cui il tabacco viene bruciato e in cui si formano oltre alla nicotina, numerose altre sostanze come monossido di carbonio, basi piridiniche, ammoniaca, alcool metilico, cianogeno, etc.

Si è cercato in tutte le maniere di studiare gli effetti della nicotina sull’organismo umano e questo è naturale sapendo che la nicotina è uno dei veleni più potenti che si conoscono. La farmacologia, per chiarire il suo effetto tossico, si esprime così: se un bastoncino di vetro intinto di nicotina è messo vicino al becco di un uccellino, esso muore quasi immediatamente; la dose letale per un uomo è di pochi centigrammi (Dott. Henri, Byorlov – Vecko – Journalen – Stoccolma). Ed è nota a tutti l’esperienza di Discon: se si applica una sanguisuga al braccio di un individuo mentre fuma un sigaro forte, la sanguisuga muore immediatamente.

Non accennerò alla tossicità delle altre sostanze ma dirò che in un ospedale di Stoccolma, in alcuni operai presentanti avvelenamento da monossido di carbonio il tasso nel sangue di monossido di carbonio era in concentrazione del 3%; in altri operai questo tasso era del 7% – 12! e questi operai erano fumatori.

Sembrerebbe assurdo che pur fumando quasi tutti, ben pochi muoiono avvelenati da queste sostanze se non fosse noto il fenomeno dell’assuefazione e non si sapesse di quella particolare sensibilità al tabacco che alcuni manifestano.

Ma se l’assuefazione impedisce, rendendo raro, l’avvelenamento acuto, non toglie pertanto l’avvelenamento cronico i cui sintomi, ben noti da tempo, si manifestano in quasi tutti i fumatori.

Le ricerche di Ol. Bernard, Kreyrlig, Troube, Gübler, etc hanno stabilito che l’azione tossica del tabacco e del suo alcaloide, la nicotina, si manifesta (1) sui centri nervosi e sui nervi pneumogastrici;

  1. sui vasi e sul tessuto muscolare. Le esperienze fisiologiche ci danno già la spiegazione dei fenomeni osservati nell’uomo in seguito ad intossicazione nicotinica, cioè: dal lato respiratorio polipnea, dispnea, singhiozzo, sensazione di costrizione toracica e, nei casi più gravi, respiro di Cheyne-Stokes;

Dal lato circolatorio, accelerazione del polso ed aritmia; lipotimia, sincopi, angoscia precordiali, palpitazione e un particolare stato che Huchard chiama: “Cuore irritabile dei fumatori”.

L’azione del tabacco sul sistema muscolare e sui vasi è assai bene constatata: gli animali intossicati con la nicotina presentano contrazioni tetaniche, a volte incoercibili, e spasmi sulla muscolatura vascolare. Si può avere un controllo clinico di questa azione nei fumatori intossicati dal tabacco; i quali mostrano un polso contratto, pallore, estremità fredde.

Né meno impressionanti sono i sintomi dell’avvelenamento cronico.

Pare certo che la nicotina agisce sui vasi attraverso il gran simpatico.

Il “tremore dei fumatori” di cui parla Huchard e la debolezza muscolare dei nicotizzati è dovuta ad ischemia muscolare. Ed è l’ischemia encefalo-midollare e l’irritazione cerebro spinale che determina un indebolimento progressivo delle funzioni sessuali e della memoria, irritazione psichiche, inattitudine al lavoro, vertigine, cefalea e quello stato caratteristico di apatia che si riscontra così di frequente nei tabagici cronici.

Daosino parla di “nicotismo del cuore”, vasocostrizione del cuore che determina il polso piccolo, contratto, talvolta impercettibile, osservabile nei fumatori.

E questi sintomi fan parte solo di turbe funzionali in quanto se la vaso-ostruzione da nicotina perdura può determinare aumenti della pressione arteriosa e successivamente arteriosclerosi.

Ma la forma più grave è l’angina tabagica di cui a lungo scrive Huchard. È questa angina caratterizzata da accessi notturni: il malato si risveglia sudando, quasi sempre alla stessa ora, costretto da un senso di angoscia, mancanza di respiro, impressione di morte imminente, sudori freddi, polso fibrillare, dispnea. L’accesso è abitualmente molto breve, ma il disturbo funzionale, perdurando la causa, può divenire di natura organica determinando sclerosi delle coronarie.

Per il vero bisogna ricordare che in base ad alcune esperienze Levy, Mathers, Mueller, Nicokerson (1947) affermano che “fuorché in soggetti particolarmente sensibili, il fumo provoca solo modificazioni circolatorie e non aumenta il lavoro del cuore e pertanto, ai cardiopatici senza alterazioni vascolari, si può permettere di fumare anche se molto moderatamente”.

Neke, Clemens, Richter ed altri Autori hanno studiato gli effetti del tabacco sui centri nervosi: cretinismo psichico, insonnia, indebolimento della memoria, sensibilità precoce, indebolimento delle virilità e degli appetiti sessuali, tremori delle mani, funzioni intellettuali ottuse, vertigini frequenti, turbe della motilità, della sensibilità e delle reazioni pupillari tanto che Strümpell parla di tabo nicotinica.

Pur tralasciando i disturbi a carico delle prime vie respiratorie, ben noti a tutti, quali rinite e faringite cronica, è noto quanto frequenti siano le turbe digestive nei nicotinici cronici. E Kramer e Alessandrini affermano che il nicotismo da ipercloridria, gastralgie, atonia o irregolarità delle funzioni intestinali.

(continua)