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FESTA PER I PICCOLI – INCENTIVO DI PROTESTA PER I GRANDI

Cronaca di una festa per bambini tenutasi il 26 febbraio 1950 nel cinema di Montefalcone, organizzata dal C.I.F. e dal Patronato con la partecipazione di Autorità e Corpo Insegnante. Vennero distribuiti doni (scarpette, caramelle, quaderni) ai bimbi poveri grazie agli Aiuti Internazionali, ma il numero insufficiente rispetto ai presenti generò proteste tra i familiari degli esclusi e un senso di invidia nei bambini non beneficiati.

Montefalcone, 26 febbraio

Nella sala del locale cinema, alla presenza dei Comitati del C.I.F. e del Patronato, delle Autorità e del Corpo Insegnante, ha avuto luogo la distribuzione dei doni ai bimbi poveri fatti pervenire dall’Amministrazione Aiuti Internazionali.

Una ressa di bimbi coi familiari gremiva la sala, tutti speranzosi di ricevere il dono.

L’Abate Petrilli, Presidente del Patronato, ne ha spiegato la provenienza e il significato ed ha fatto comprendere che 52 paia di scarpette, 114 sacchetti di caramelle e altrettanti quaderni sarebbero stati insufficienti a contentare tutti.

Ha parlato poi la Sig.ra Esterina D’Avella, Segretaria del C.I.F., e con parole chiare ed elevate ha esposto il lavoro svolto e la certezza di far meglio e di far meglio perché il popolo si giovi e comprenda l’interessamento dei Capi per i meno abbienti.

Nel suo dire la Sig.ra D’Avella ha aggiunto:

“Si insegni agli scolari la distanza del sole dalla terra, ma si dica pure che il creato è opera di Dio; si faccia conoscere l’eroismo del Micio, ma i bimbi sappiano pure che Cristo si è immolato per salvare l’umanità”. Esortazione chiara a informare l’insegnamento di concetti religiosi non fatti di arido pietismo ma anche, forse, richiamo a qualche insegnante perché non trascuri il segno della Croce prima di iniziare la lezione? forse risentimento verso il gruppo magistrale per il disinteressamento alle organizzazioni cristiane, o verso l’Assistente Ecclesiastico perché visiti qualche volta le scuole?

Alla nostra richiesta non ha voluto precisare e se c’è il vero pigli ognuno la sua parte.

Applausi e commenti non sono mancati, ma i più interessati sono stati i bimbi. Il sorriso soddisfatto dei fanciulli è stato il migliore elogio alla cerimonia e le proteste dei familiari degli esclusi i commenti più amari. Poi anche questi sono finiti e molti bimbi son tornati a casa ancora con le ciabatte, con nello sguardo l’ammirazione per le belle scarpette e per l’animo un senso d’invidia per i più fortunati.