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ESODO

Breve cronaca che descrive la partenza di alcuni abitanti di Montefalcone verso l'Argentina, con toni commossi sul distacco dai propri cari. Vengono elencati i nomi degli emigranti e dei loro familiari, in un quadro che testimonia il fenomeno dell'emigrazione locale del dopoguerra.

Avviene non troppo di rado eppure non ci si abitua e porta sempre un senso di viva angoscia assistere alla partenza della nostra gente per l’oltre mare.

Alla mattina della partenza, prima ancora dell’ora una folle muta si ammassa nella piazza; sono parenti, amici, sono soltanto paesani che vengono o salutare i partenti, a fargli gli auguri, ad abbracciarli con un trasporto di affettuosa fraternità.

C’è chi non si può trattenere e piange, chi male trattiene le lacrime e i singhiozzi, i più forti non danno segni manifesti e poi non possono parlare per il nodo alla gola.

Poi l’auto parte; sventolio di fazzoletti, dimenio di mani e la folla, lenta muta, si dirada portandosi nel cuore un vuoto e forse anche un senso d’invidia per la sorte migliore a cui va incontro l’amico più fortunato che può lasciare la vita grama della nostra gente.

Abbiamo visto negli ultimi tempi partire:

Ines Lucarelli, Michelangelo Reino, Immacolata Ianzito, Consolata Mansueto coi figli Emilio e Maria Donata, Giuseppe Coduti, Maria Zilla, Ida Lucarelli, tutti diretti in Argentina per raggiungere i rispettivi coniugi.