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13 agosto 1983: la notte dei Nomadi a Montefalcone

Un progetto culturale nato nel Comune

Pioveva a dirotto e il concerto sembrava destinato a saltare. Poi, alle undici e mezza di sera, Augusto Daolio e i Nomadi salirono sul palco.
Quella notte d’estate del 1983 sarebbe rimasta nella memoria di Montefalcone di Val Fortore.

C’è una data che ancora oggi ritorna nei ricordi di chi visse la stagione culturale di Montefalcone dei primi anni Ottanta: 13 agosto 1983.

Quella sera a Montefalcone arrivarono i Nomadi di Augusto Daolio.

Non era soltanto il concerto di uno dei gruppi più popolari della musica italiana. Per un piccolo paese del Fortore, distante dai grandi circuiti culturali e musicali, portare sul palco i Nomadi rappresentava qualcosa di straordinario. Secondo la testimonianza dell’organizzatrice Silvana Paoletti, fu addirittura la prima esibizione del gruppo in provincia di Benevento.

Eppure, fino a poche ore prima, sembrava che quella serata dovesse essere ricordata per tutt’altro motivo.

Un progetto culturale nato nel Comune

A ricostruire la storia dell’arrivo dei Nomadi è stata molti anni dopo proprio Silvana Paoletti, fotografa e artista montefalconese, allora vice sindaco del comune di Montefalcone guidato da Elia Lucarelli.

Paoletti racconta che all’inizio degli anni Ottanta nel bilancio del Comune non esisteva neppure un capitolo dedicato alla cultura. Fu lei a farlo istituire, inizialmente con uno stanziamento di 100 mila lire.

L’idea, però, andava ben oltre l’organizzazione di qualche spettacolo estivo.

Grazie ai rapporti maturati negli ambienti artistici napoletani durante gli anni della sua formazione, Paoletti aveva conosciuto personalità come Beppe Barra, Concetta Barra ed Eugenio Bennato. Montefalcone riuscì così ad ospitare, in serate differenti, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Beppe e Concetta Barra ed Eugenio Bennato.

Era un piccolo paese dell’Appennino che, per qualche estate, riusciva a inserirsi in un circuito culturale di livello nazionale.

“Questa estate insieme”

Dietro quelle iniziative c’era soprattutto un progetto chiamato “Questa estate insieme”.

La musica ne rappresentava soltanto una parte.

Prima dei concerti venivano organizzati incontri e convegni dedicati a temi come l’emigrazione e l’ambiente. L’intenzione dichiarata da Paoletti era offrire occasioni culturali ai montefalconesi che non potevano andare in vacanza e, contemporaneamente, accogliere gli emigrati che durante l’estate ritornavano in paese.

È un particolare importante per comprendere quegli anni.

Nei paesi del Fortore agosto non era semplicemente il mese delle feste. Era il momento nel quale comunità profondamente segnate dall’emigrazione tornavano temporaneamente a ricomporsi. Per alcune settimane chi viveva a Roma, Torino, Milano o all’estero ritrovava le famiglie e le strade del paese.

“Questa estate insieme” nasceva anche dentro quella realtà.

Arrivano i Nomadi

Per l’edizione del 1983, Silvana Paoletti pensò ancora più in grande.

Contattò i Nomadi.

Il gruppo accettò l’invito e il concerto venne programmato per sabato 13 agosto.

Era, tra l’altro, un anno particolare nella storia della band. I Nomadi festeggiavano proprio nel 1983 i vent’anni di attività, iniziata nel 1963. Appena un mese dopo la serata di Montefalcone, il 15 settembre 1983, avrebbero celebrato ufficialmente il ventennale con uno storico concerto a Reggio Emilia, insieme ad ospiti come Francesco Guccini e Franco Ceccarelli dell’Équipe 84. Quella esibizione venne anche registrata e ripresa dalle telecamere e sarebbe stata pubblicata molti anni dopo, nel 2003, in occasione dei quarant’anni del gruppo.

Il concerto di Montefalcone si colloca dunque in un momento preciso e significativo della loro storia: il 13 agosto, nel pieno dell’estate del ventennale, Augusto Daolio e i Nomadi arrivarono nel piccolo centro del Fortore, poche settimane prima della grande celebrazione nella loro Reggio Emilia.

I Nomadi erano allora quelli che un’intera generazione identificava soprattutto con la voce e la figura di Augusto Daolio, fondatore del gruppo insieme a Beppe Carletti e interprete di brani entrati ormai nella storia della musica italiana.

Ma Daolio non era soltanto un cantante.

Dipingeva.

E proprio questo particolare introduce uno degli aspetti meno conosciuti di quella giornata montefalconese.

I quadri di Augusto Daolio a Montefalcone

A raccontarlo è Maurizio Palmieri, scrittore e docente molisano che partecipò personalmente al concerto.

Nel ricordare molti anni dopo i grandi concerti della propria giovinezza, Palmieri cita espressamente quelli di Montefalcone. Ricorda di aver assistito, nel 1981 o nel 1982, a quello di Eugenio Bennato e indica con precisione la data del concerto dei Nomadi: 13 agosto 1983.
“…Poi fu la volta dei concerti d’autore di Montefalcone Valfortore. Scoprimmo la loro esistenza io e Lino. Così nell’81 o ‘82 assi-stemmo al concerto di Eugenio Bennato e, questa data la ricordo bene, il 13 agosto del 1983, a quello grandioso dei Nomadi. Quelli di Augusto, non quelli di adesso che, pur essendo apprezzabili, risentono molto dell’assenza di una fi-gura così carismatica. Ad organizzare tali concerti era l’assessore comunale alla cultura, la fotografa ed artista Silvana Paoletti, che riuscì a stanziare qualche lira (cosa allora
non facile) per l’evento Questa estate insieme, che prevedeva anche convegni sull’emigrazione. Il nostro concerto iniziava con la trippa al sugo in una trattoria del posto e risate grasse con l’indimenticato Michele “Carcassino”. Per la pioggia, il gruppo iniziò a suonare solo alle 23 e 30. Allora ebbi il tempo per visitare la mostra dei quadri di Augusto. Ho il rimpianto di non averne comprato uno. Ma allora non avevo tante risorse…E forse è stata una fortuna.”

Il suo racconto aggiunge un particolare prezioso alla testimonianza di Paoletti.

Mentre il pubblico aspettava che migliorasse il tempo, Palmieri ebbe infatti modo di visitare una mostra dei dipinti di Augusto Daolio allestita in occasione della presenza del gruppo a Montefalcone.

Quella sera, dunque, Montefalcone non ospitò soltanto un concerto dei Nomadi. Ospitò anche un piccolo incontro con l’altra dimensione artistica di Augusto Daolio, quella pittorica.

Poi arrivò la pioggia

Il problema fu il tempo.

Il 13 agosto 1983 pioveva a dirotto.

Con il passare delle ore diventava sempre più concreto il rischio che il concerto non potesse tenersi.

Silvana Paoletti ricordò successivamente che Daolio continuava a rassicurarla: avrebbero aspettato e, non appena avesse smesso di piovere, sarebbero saliti sul palco.

Aspettarono.

La pioggia ritardò a lungo l’inizio dello spettacolo e il pubblico rimase in attesa.

Poi il tempo concesse una tregua.

Erano ormai le 23:30.

Alle undici e mezza cominciò il concerto

A quell’ora, quando una manifestazione estiva normalmente volge verso la conclusione, a Montefalcone cominciò invece il concerto.

I Nomadi salirono sul palco.

Nonostante il freddo e la pioggia che aveva accompagnato la serata, la gente si raccolse rapidamente per assistere all’esibizione.

Silvana Paoletti lo avrebbe ricordato più di trent’anni dopo come un successo e un evento storico per il paese.

Palmieri usa una parola altrettanto eloquente: lo ricorda come un concerto “grandioso”.

Sono due testimonianze differenti, rese a distanza di anni e provenienti da due punti di vista diversi – quello di chi organizzò l’evento e quello di uno spettatore – che coincidono nei particolari fondamentali.

I Nomadi “di Augusto”

C’è anche una frase nel racconto di Palmieri che restituisce bene cosa significasse assistere ai Nomadi in quegli anni.

Parlando del concerto di Montefalcone precisa: erano “quelli di Augusto”.

Augusto Daolio sarebbe morto il 7 ottobre 1992, a soli 45 anni. La sua voce, il suo aspetto e il rapporto diretto con il pubblico sono rimasti indissolubilmente legati alla storia del gruppo.

Per questo il concerto montefalconese ha acquistato con il tempo un valore diverso da quello che poteva avere nell’agosto del 1983.

Chi era lì non assistette semplicemente a un concerto dei Nomadi.

Vide Augusto Daolio sul palco di Montefalcone.

E vide anche i suoi quadri.

Un’amicizia rimasta nel tempo

Il rapporto nato allora non si esaurì con quella serata.

Nell’intervista rilasciata nel 2016, Silvana Paoletti raccontava di essere rimasta in contatto con Beppe Carletti, fondatore e storico tastierista dei Nomadi, e ricordava che, quando partecipava ai concerti del gruppo, le veniva ancora dedicata una canzone, come aveva fatto in passato lo stesso Augusto.

Un piccolo filo rimasto intatto tra Montefalcone e una delle formazioni più longeve della musica italiana.

Quando Montefalcone diventava un piccolo centro culturale

A più di quarant’anni di distanza, forse l’aspetto più interessante di quella storia non è soltanto il nome scritto sul manifesto.

È ciò che gli stava intorno.

La Nuova Compagnia di Canto Popolare, Beppe e Concetta Barra, Eugenio Bennato, infine i Nomadi. Convegni dedicati all’emigrazione e all’ambiente. Una mostra delle opere pittoriche di Augusto Daolio.

Tutto questo accadeva nei primi anni Ottanta in un piccolo comune del Fortore.

Raccontare oggi il concerto del 13 agosto 1983 significa quindi recuperare qualcosa di più di un episodio musicale. Significa ricordare una stagione nella quale si tentò di utilizzare la cultura come occasione d’incontro per chi era rimasto e per chi ogni estate tornava a casa.

Quella sera pioveva, faceva freddo e il concerto cominciò quando erano ormai le undici e mezza.

Eppure, oltre quarant’anni dopo, qualcuno continua ancora a ricordarlo.

Forse è questa la misura più semplice del successo di un evento culturale: quando il palco non c’è più, le luci si sono spente da decenni, ma la serata continua a vivere nella memoria di un paese.


Una fotografia che stiamo ancora cercando

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Valfortore sta cercando fotografie, manifesti, locandine, biglietti e testimonianze del concerto dei Nomadi tenuto a Montefalcone di Val Fortore il 13 agosto 1983 e, più in generale, delle edizioni di Questa estate insieme dei primi anni Ottanta.

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