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Il parroco ai suoi filiani lontani

Lettera del parroco di Montefalcone indirizzata a un emigrato a Detroit, in cui l'arciprete lo ringrazia del ricordo affettuoso mantenuto verso i suoi cari e la comunità natale. Racconta del restauro della chiesa di S. Filippo Neri e del Purgatorio, descrivendone brevemente la storia e le opere d'arte custodite. Menziona altri emigrati che hanno inviato offerte per la chiesa e conclude con saluti augurali e la promessa di continuare a pregare per i conterranei lontani.

(ad Attilio Di Stasio – Detroit Mich.)

Carissimo amico,

ti sono profondamente grato delle offerte che hai raccolto fra i tuoi più intimi amici, che sono pure a me ben noti ed affezionati.

Nel mese decorso luglio, che ti ricordi per i tuoi cari parenti, dopo di aver visitato ben 20 anni continuai in America, ti rendicontò con della mia difficile situazione per poter restaurare, abbellire ed arredare le Chiese che ho affidato, quale Arciprete Curato, di S. Filippo Neri del Purgatorio ed il rimanente, che sono le migliori opere d’arte del nostro paese.

L’antica chiesa di S. Filippo, quantunque non molto grande, è bella. Sorge a 850 metri sul livello del mare, vi si ammira l’altare maggiore di forbito marmo che ospita la due Cherubini dello scuola del Bernini. Vi si venera la miracolosa Vergine SS. del Rosario di Pompei, la cui festa ricorre la terza domenica di Maggio, quest’anno ricorre il giorno 21 di detto mese. Benché fosse istituita a dedicata a S. Giovanni Battista, Patrono di questa cittadinanza, sino della metà del 1627, e privilegiata sotto il titolo di Beneditto XIV il 1748, fu poi confermata dal proprio arcivescovo di Capua III Borbone nel 1753.

La Chiesa del Purgatorio, non meno antica di quella di S. Filippo Neri, è l’altare maggiore ornato di un artistico bassorilievo di marmo rappresentante la Deposizione di N. S. Gesù Cristo. Ivi convenivano ambo le feste civile per le debite funzioni.

Accanto alla Chiesa di S. Filippo sorge un bel campanile di oltre 20 metri di altezza. Edificato intorno il 1644 fu demolito nel 1751 ed in quel medesimo anno edificato. Semidistrutto dal fulmine nel 1871 fu ricostruito nel dopo assale il completo il generoso artista il compianto Florestano Lucarelli nel modo in cui si vede.

La Chiesa è il monumento, la storia antica in cui sono ricordate le passate generazioni.

Trascorsero eventi, passarono generazioni, ma Dio che l’abita, il Sacerdote che le serve non sempre lo, la stessa Messa, gli stessi canti, gli stessi Vangeli, lo stesso Credo, lo stesso Pater.

Il Parroco vi esercita una missione di carità. Egli sa tutto, conosce tutti dalla culla al letto di morte dal Battesimo all’Estrema Unzione, delle baldanze giovanili alle trepide preghiere della vecchiaia.

Fai bene quindi ad amare la Parrocchia che tra i concittadini ha dio la Patria tua, il tuo Parroco, che è il tuo Padre Spirituale, sarai ricordato che gli altri conciti-tadini di quaglia si parte del mondo essi si trovino.

Frattanto, stringendo singolarmente con la mano di Arcangelo Di Stasio, a Giovanni Calò, a Lodovico Vitale, a Secondino Di Brito, ad Arcangelo Miresse, a Luigi Paradiso, a Carlo Belpedito, a Luigino Paradiso, ciascuno di quelli tra ha offerto 5 dollari per l’effettuati saluti dei tuoi conciti-tadini per pregare quotidianamente Gesù Ostia di voler ricolmare il cuore di tutti i nostri conciti-tadini delle gioie più vive e più pure.

Tuo aff.mo
Arciprete Sisto Di Giuseppe

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