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Montefalcone, Benevento: un comune che non dimentica gli emigrati

Nell'agosto 1985 l'Unità raccontò un incontro organizzato a Montefalcone con gli emigrati rientrati dalla Svizzera e dal Nord Italia. Al centro del dibattito il ritorno in paese, il lavoro e le possibilità di sviluppo del territorio, con gli interventi della vicesindaca Silvana Paoletti e del deputato Antonio Conte.

Lavoratori provenienti dalla Svizzera e dal Nord Italia in occasione delle tradizionali ferie estive; ex emigrati che stanno tentando un difficile reinsediamento nella realtà locale; concittadini orgogliosi e fieri di aver svolto in zona due vittoriose battaglie elettorali; rappresentanze dei partiti democratici: un pubblico folto e attento è intervenuto al dibattito sull’emigrazione organizzato il 6 agosto dal Comune di Montefalcone di Val Fortore, isola rossa dell’Appennino beneventano, nel mare della «balena» bianca democristiana. Un villaggio che cerca vie nuove, percorsi disinquinati dalla pura assistenza e dal clientelismo deteriore, per dare alla sua gente, pur così segnata da decenni di delusioni, vacue promesse, sogni mai avveratisi, possibilità concrete di riscatto e di progresso. Tu, modesto dirigente politico che operi tra i lavoratori emigrati, a diuturno contatto con quella gente del Sud, tanto dolce quanto spesso disperata, percepisci immediatamente il perché di quella tristezza dipinta nei volti di tanti compagni e compagne che hai incontrato nel corso della tua attività quotidiana: nei dibattiti, nei congressi di partito, nelle mille riunioni sempre contraddistinte dalla passione di chi vuol continuare a lottare, di chi non si è rassegnato, di chi guarda alla sua terra d’origine, anche con nostalgia, ma sempre con l’intimo desiderio di voler tornare per continuare una battaglia comune a tanti, che come lui, hanno condiviso un amaro destino.

Non c’è spazio da queste parti per astratti trionfalismi, per un modernismo propagato via etere, per una falsa immagine dell’Italia sulla via delle moderne società post industriali. Ogni conquista qua ha il sapore acre di una terra avara da violentare ogni giorno per carpirne il frutto, per continuare a vivere decorosamente, per guardare al domani.

Eppure c’è chi rientra costretto dalla ristrutturazione industriale che sta seminando in Europa lo spettro della disoccupazione di massa, o attratto da quel cordone ombelicale che è un insieme di tradizioni, cultura, modi di pensare e agire che non puoi dimenticare.

Ricomincia e, al duro impatto del ritorno, trovi gente coraggiosa ad accoglierti; trovi la compagna Silvana Paoletti, giovane vicesindaco di Montefalcone. Giovane, istruita e coraggiosa. Un po’ pasionaria all’antica con accanto i tratti inconfondibili di chi non si accontenta, vuole sempre imparare, va a cercare il sapere ove si dà, trovare amici pronti ad accoglierla. Cercare il sapere per metterlo al servizio della sua gente.

Eccola parlare delle rimesse degli emigrati in un modo nuovo rispetto alla bolsa retorica imperante; di studi di ricerca sull’emigrazione commissionati all’Università di Bologna; di mappe dell’emigrazione europea: anagrafi, professioni, età, aspirazioni dei nostri lavoratori all’estero; di sviluppo cooperativo e artigianale; di piani regionali delle comunità montane; di industrie di trasformazione; della necessità di uno studio approfondito sulle potenzialità di reinserimento per i concittadini che lo desiderano o sono costretti a rientrare; di attività culturali degli enti locali, che vedano come protagonisti gli emigrati. Dal tutto appare come Silvana Paoletti abbia attentamente seguito anche il lavoro del nostro partito all’estero, l’opera che da decenni esso porta avanti, le idee e i progetti che ne sono scaturiti.

Montefalcone: quasi un simbolo, che anche nei punti più caldi, nelle zone di più aspra difficoltà, si può, si deve andare avanti e vincere. Andare avanti cercando il contributo di tanti, che assieme, intendono percorrere lo stesso cammino. L’attenzione al dibattito dei cittadini di Montefalcone è lì a dimostrarlo. Sono concetti e indicazioni approfondite con l’appassionato intervento del compagno Antonio Conte, deputato comunista al Parlamento. C’era anche lui a dare ancora una volta il decisivo contributo di compagno, che alle demagogiche presenze preelettorali all’estero di molti, troppi dirigenti politici di determinati partiti, antepone sempre e comunque una presenza costante ed impegnata tra il mondo del lavoro emigrato.

Lo conosciamo ed apprezziamo da tanto, noi, lavoratori all’estero, lo rivedremo ancora. Un’esperienza importante, che va ripetuta e allargata. Serve a sentirci meno soli, ad apprezzare anche il nostro lavoro, a sensibilizzare nuove coscienze, aprire spazi ulteriori di intervento, infondere coraggio.

Ritorno a Zurigo con maggior convinzione. Mi accompagna il ricordo dell’ospitalità calorosa di tanti compagni, dell’accoglienza presso la famiglia Fragnito. Ne sono commosso. Sono emigrati quassù, nella città della Limmat. Anche loro desiderano tornare.

GIANNI FARINA

Nota redazionale

L’articolo fu pubblicato da l’Unità il 23 agosto 1985 e racconta un dibattito sull’emigrazione organizzato dal Comune di Montefalcone di Val Fortore il 6 agosto 1985, al quale parteciparono anche numerosi emigrati rientrati dalla Svizzera e dal Nord Italia per le ferie estive.

Il documento offre uno spaccato particolarmente interessante della Montefalcone degli anni Ottanta: lo spopolamento, il ritorno degli emigrati, la ricerca di nuove opportunità economiche e il tentativo dell’amministrazione comunale di affrontare concretamente il problema del possibile reinserimento di chi desiderava tornare nel proprio paese.

Nell’articolo assume particolare rilievo la figura di Silvana Paoletti, allora giovane vicesindaco, della quale vengono ricordati l’interesse per gli studi sull’emigrazione, le possibilità di reinserimento, lo sviluppo cooperativo e artigianale e il coinvolgimento degli emigrati nelle attività culturali locali. Al dibattito intervenne anche il parlamentare comunista Antonio Conte.

Il linguaggio e alcune espressioni politiche presenti nel testo appartengono naturalmente al giornale e al contesto politico dell’epoca e vengono qui conservati integralmente come parte del documento storico.

Fonte: l’Unità, 23 agosto 1985.
Autore: Gianni Farina.
Titolo originale: Montefalcone, Benevento: un comune che non dimentica gli emigrati.

Hai fotografie o altri documenti di questo incontro?
Chiunque conservi fotografie, testimonianze o altro materiale relativo all’iniziativa del 6 agosto 1985 può inviarlo a info@valfortore.it. Saremo lieti di aggiungerlo a questo articolo, contribuendo a conservare la memoria di quella giornata.

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