
Persona
Antonio Zeppa
Collegamento archivisticoAntonio Zeppa, "Totonn", per gli amici, era il terzo dei nove figli di Giuseppantonio e Maria Sanità Vitale. In famiglia,…
Apri la scheda →L'articolo commenta con tono critico e disincantato la vita politica locale, riflettendo sull'atteggiamento dei partiti, degli amministratori e degli elettori del paese. Si sofferma sulle contraddizioni tra promesse e comportamenti concreti, sulla scarsa fiducia della popolazione nelle istituzioni comunali e sul rapporto tra politica, amministrazione e ideologie. L'autore invita a una maggiore coerenza tra dirigenti e famiglia politica, denunciando l'odio e le divisioni interne che minano la crescita sociale e amministrativa del paese, con uno sguardo anche alle future generazioni.

Ardono alimentati da inutili passioni, i fuochi di partiti: inutili fiamme che si ripetono in odi paesani e il tutto termina con il turpe rancore che si porta, in fine, a casa.
Sperduti tra i monti vivono appollaiati poche migliaia di abitanti: la vita di ognuno è nota per tutti e non poche cose si scambiano per il bene comune: dal lievito per il pane al fuoco, dal termometro al tino per il bucato; non ci si scambiano visite ma ognuno entra in qualunque casa perché si è tutti amici e le preoccupazioni di uno sono preoccupazioni di tutti.
Alcuni di questi hanno qualche esperienza in più e da questi ci si reca per far leggere una lettera e per chiedere un consiglio!
E tra questa gente si rinnovano odi di partiti ridotti a personalismi di favore.
E per il governo di questa gente si agitano concetti di tutte le ideologie.
Le grandi idee di economia e di politica si riducono qui come le grandi scoperte a giocattoli per bambini: il tram ed il treno, l’aeroplano e il dirigibile camminano sempre con le ruote mosse dalla corda data anzitempo! Ma la lotta per un’idea aumenta in proporzione inversa e diventa odio di famiglia che si trasmette per successive generazioni.
Ed è con questa passione che ci si accanisce per la cosa pubblica e si aspira alla carica di Sindaco agitando idee liberali, comuniste, democristiane, socialiste, etc.
Le elezioni amministrative vengono fatto col sistema della lista; mi pare che su due o tre mila abitanti si possano fare due elenchi di persone che vogliono o che sappiano amministrare un comune?
Occorre proprio dirlo che uno dell’amministrazione, appena giunto sul municipio, cercava la cassaforte perché la riteneva abbastanza piena per sopportare tutte le tasse?
Serbiamo, cari paesani, le nostre lotte per il miglioramento del paese; uniamo senza astio le nostre energie per risollevare questa nostra zona d’avvilente miseria in cui versa.
Se proprio vi sono velleità politiche, serbiamole per le elezioni politiche; ma anche in queste non è possibile lo stesso comportamento che usiamo quotidianamente col tressette! azzuffiamoci pure durante la partita ma poi, vincitori e vinti, si beva fraternamente lo stesso vino! e se ancora si vuol continuare con la lotta, continuiamo come col “padrone e sotto,,: piacevoli giochi per meglio trascorrere il tempo: piacevole lotta sia anche la politica per meglio trascorrere la vita!
Antonio Zeppa