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Montefalcone di Val Fortore
Collegamento archivisticoMontefalcone di Val Fortore è uno dei paesi che meglio raccontano le contraddizioni, la storia e le trasformazioni del Fortore.…
Apri la scheda →L’articolo riflette sul rapporto tra medicina e fede, sostenendo che la malattia non possa essere compresa soltanto come alterazione organica, ma debba essere valutata anche nella sua dimensione psicologica e individuale. Il medico può diagnosticare e curare il corpo, ma incontra inevitabilmente dei limiti; la fede, invece, offre al malato speranza, conforto e forza interiore. La Vergine viene invocata come presenza capace di sostenere chi soffre e di accompagnare l’opera del medico, unendo cura spirituale e cura fisica.
Passavi, o Vergine, in trionfo tra la fede esultante del popolo. L’ammalato non più sorride con lo sguardo che cerca ansioso nel volto del medico un’anticipato responso. Guardò te e il suo corpo vibrando si tese; misericordia ti chiese armonizzando il suo essere in uno slancio di fede.
Compresi nella valutazione obiettiva dell’atteggiamento dell’ammalato dominavano, talvolta, nell’esame clinico, taluni elementi dell’individualità dell’anima più che l’individualità patologica, la sobrietà dell’essere che condiziona l’economia, educative e morali famigliari di ciascun
malato: una personalità distinta.
Chi può negare un questo fattore grave di tante conseguenze? Rientra esso nel fattore psichico e per questo non può aprire nella cura la fede.
Quale fede? Non certo nella natura, e proprio il suo ordine implacabile che spaventa. Non nella ragione che potrà spiegare ogni particolare, ma in maniera infinita secondo il personale desiderabile.
Non resta che il Creatore onnipotente, ma la cui onnipotenza non resta rigida nel suo ordine, ma si accorpi ad un amore infinito che per noi possa indirizzare nel meglio il processo morboso o addirittura sconvolgere l’ordine naturale per il Suo amore.
Tutto questo forse inconsciamente sentiva il malato quando distolse il suo sguardo dal medico per rivolgerlo a Te, Madre di grazie.
Tutto questo sa ognuno che crede a Te e t’implora, o Vergine.
Tu, Madre dell’Eterno Fattore, che nell’umano organismo ha racchiuso la bellezza di tutto il creato;
Tu Madre che stringi al seno colui che manifesta la meraviglia del suo ordine anche in ciò che noi chiamiamo patologico;
Tu, protettrice dell’umano genere, che nella sua specie rivela la grandiosità incommensurabile dell’intelligenza divina: misericordia concedi al tuo popolo, agli uomini che con l’intelligenza loro concessa si logorano per la comprensione della sofferenza dell’umano corpo, che con l’amore in essi infuso prodigano per lenire i dolori, concedi di poter conoscere le cause del male di ogni paziente, dà lume ad essi perchè opportune sian le loro cure! E quando la scienza vien meno, quando l’umana intelligenza si arresta, soccorri o Madre col tuo amore! Intercedi perchè ciascun malato ritrovi per te la sanità fisica, soccorri perchè solo il tuo amore può far sopportare il dolore, solo il tuo amore può trasformare il dolore nella letizia di San Francesco!
Rosario Zeppa