
Persona
Antonio Zeppa
Collegamento archivisticoAntonio Zeppa, "Totonn", per gli amici, era il terzo dei nove figli di Giuseppantonio e Maria Sanità Vitale. In famiglia,…
Apri la scheda →L'articolo riflette sulla vita sociale dei piccoli centri, dove i "circoli paesani" costituiscono il vero salotto della comunità. L'autore descrive come in questi luoghi semplici, senza grandi lussi, si intreccino le relazioni umane quotidiane: dal lavoro nei campi al riposo festivo, dalle chiacchiere ai pettegolezzi, fino ai discorsi politici. I circoli vengono presentati come spazio autentico di socievolezza pura, contrapposto alla politica di partito, giudicata ipocrita e interessata, che sfrutta l'ingenuità della gente comune per fini elettorali.
E chi racconta la storia più bella e chi racconta il fatto più vero? Poi s’interrompe per mezzogiorno e si continua nell’ora di siesta ancora all’aperto e poi in cantina. Qui sembra finire coi tressette ed il vino ma ancora qualcuno torna a ridire un vecchio fatto che sa di vero, che sa di riso: la nostra storia vive così! e non si perde perché al mattino in ogni campo, nel duro lavoro, viene ridetta: se un pò si altera, se un pò si perde, la fantasia poi la raddrizza; sarà meno vera, ma certo più bella, ma certo più viva secondo l’anima dei nuovi voti!
Non ricchi salotti dove alti argomenti s’intrecciano ai rinfreschi ed il pettegolezzo coi liquori rallegrano l’ambiente, non vasti angiporti dove il tono politico è ravvivato dai tanti che nelle strette di mano cercano il punto d’appoggio, neppure la piazza dei padri romani adornata dai grandi, affollata dai tanti clienti, qui è solo la festa che insieme al bel tempo unisce i nostri uomini.
Sbattuti sui monti per i giorni normali, lavorano e pensano al pane dei figli, al pane di ogni giorno.
Poi viene la festa e con essa la Messa: non solo un dovere di buon cristiano, ma un lasso bisogno di carezzarsi a vicenda.
E dopo la Messa, se il tempo permette, in piccoli crocchi affollano gli angoli delle casupole o anche la piazza e la strada più larga di tutto il paese.
Istinto da solo o bisogno acquisito? È certo però socievolezza più pura, semplice e bella, priva di tante pastoie che fanno di essa la base per altro. Qui solo la gioia di stare in un po’ insieme. Si parla del tempo, del vino, del grano; si parla di casi, si parla dei tempi; si fa la storia di nostra gente. E le tipiche, più belle figure rivivono qui, nei circoli nostri. Non pagine scritte, non quadri sui muri, ma solo memoria che sa di stima, che sa di affetto e si tramanda dai vecchi ai giovani, dai grandi ai piccoli, in questi circoli pieni di sole, in questi crocchi pieni d’amore.
Ma anche politica si fa nei circoli anche se il mondo diventa piccino ed ogni evento sa di un bel fatto ben acconciato con una logica che sa di casa.
Il solo vero, il solo giusto è quello che tratta di casa propria, di tutti i fatti del proprio comune; e qui l’analisi diventa spietata ed il giudizio giusto ed arguto. E non si ferma perchè la mente di questa gente che poi ragiona con una logica senza pastoie, trova il rimedio più del padrone, più di quei tali che, messi a capo, fanno e disfanno secondo gli ordini dei lor padroni!
Ma povera gente, al momento del voto nulla ricorda nella sua mente; tanti fatti nuovi per essi, veri o inventati della campagna elettorale, distolgono il giudizio secondo la logica. Seguono solo quel che si dice e solo chi parla proprio alla fine si piglia il voto di questa gente.
Con tante idee nobili e giuste, con tanta logica unita al buon senso, o quanto bene, in quanti circoli, potrebbe sorgere per i nostri paesi! Ma dati concreti e i fatti al vero bisogna dare a questa gente sana e severa. A questi uomini raccolti al sole bisogna dare notizie chiare non rispassate nelle anticamere tetre ed oscure di quanti manovrano sfruttando bene l’orgoglio stupido di quei bamboni resi fanatici per un partito!
Antonio Zeppa