
Persona
Antonio Zeppa
Collegamento archivisticoAntonio Zeppa, "Totonn", per gli amici, era il terzo dei nove figli di Giuseppantonio e Maria Sanità Vitale. In famiglia,…
Apri la scheda →Articolo inaugurale del periodico Valfortore. Antonio Zeppa presenta il giornale come strumento di collegamento tra i paesi del territorio e i conterranei emigrati. La testata intende raccogliere fatti, idee, aspirazioni e problemi della comunità, mantenendo vivo il legame affettivo con la terra d’origine e contribuendo al suo miglioramento.
Ascoltato il consiglio di alcuni emigrati e sicuri di interpretare il desiderio di molti, abbiamo pensato di pubblicare un giornale per la nostra zona. 
Spinti a ciò dal desiderio di migliorare i nostri paesi e consci delle nostre possibilità, noi non faremo del giornalismo; pubblicheremo ogni quindici giorni un numero che dirà la voce della nostra terra, i sentimenti dei nostri concittadini.
Vogliamo che l’amore per il nostro paese non resti messa nostalgia, ma diventi vivo e attivo.
Quanti di noi, sbattuti lontani dalle vicende della vita, abbiamo chiesto: che si fa in paese? Questo foglio vuol rispondere continuamente a questa domanda e vuol dire al paese quel che fanno i suoi figli lontani. Per questo chiediamo che tutti collaborino. Non sarà il giornale di alcuni, ma il giornale di tutti. Noi non faremo che raccogliere e pubblicare i fatti e le idee di tutti quei che ai nostri paesi son legati per nascita, per residenza o per amore.
Vogliamo riunire le energie per il miglioramento della nostra terra; vogliamo tener vivo il sentimento che ci lega e che va oltre l’amicizia.
Diremo tutto e solo della nostra terra, dalle gioie ai dolori, dalle necessità alle aspirazioni; diremo della sua storia e prospetteremo il suo avvenire; vogliamo tener alta la voce di questa nostra gente e i cui sentimenti più belli non sono offuscati dal duro pesante lavoro, ma nel lavoro germogliano come i frutti che alla terra si affiggano per richiederli centuplici.
Vogliamo solo che il nostro foglio arrivi ovunque vi sia un nostro conterraneo e che rappresenti la fiamma dell’amore per la nostra terra, per la terra che ci ha dato i natali, dove riposano i nostri morti, dove ognuno di noi spera di tornare!
Nessuno di noi che debba allontanarsi dalla propria terra dovrà sentirsi sperduto in una città forestiera, tra gente che non conosce, di cui forse non conosce il linguaggio; nessuno dovrà rivivere i primi tormentosi giorni di un esilio volontario, ben noto a voi, vecchi emigrati, quando in un tappeto pietoso nascondeste il primo pentimento d’aver lasciato la propria terra.
E il vecchio moribondo non dovrà sentirsi legato alla sua Patria solo dal sacchetto di terra del proprio paese che volle per ultimo cuscino!
Il nostro foglio terrà viva la voce del nostro paese, e il più sperduto emigrato sarà circondato come tutti dall’affetto dei suoi paesani!
Tutto questo ci spinge a pubblicare “VALF O R T O R E”.
Se la nostra iniziativa Vi piace scriveteci sostenendoci e consigliandoci.
Antonio Zeppa