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La prima nevicata ci ha tagliati fuori dal mondo

L'articolo racconta l'arrivo della prima nevicata a Montefalcone, il 25 gennaio, che ha imbiancato il paesaggio ma ha anche isolato il paese bloccando i servizi essenziali. Si sottolinea come ogni anno, al primo accenno di neve, la popolazione chieda con urgenza l'intervento dell'Amministrazione Provinciale per liberare le strade, ma i soccorsi arrivino sempre in ritardo o in modo imprevisto. Si segnala inoltre la difficoltà del servizio postale, spesso interrotto per l'assenza di provvedimenti preventivi da parte degli uffici competenti.

Montefalcone 25 gennaio

È venuta la neve, non ne eravamo che quella che si vede sui presepi, cioè un poco di biancore per dare colore e caratteristica al paesaggio, ma la nevicata che sappiamo non quassù chi blocca tutti i servizi e ci lascia asserviti.

E una cosa che succede tutti gli anni ed anche più volte l’anno se ogni volta si chiede il soccorso per essere liberati, per far riprendere i servizi, per avere la posta è necessario che l’Amministrazione Provinciale riceva la domanda, che mandi i tecnici (con quando possono venire) che si discuta e si decida se e come attuare lo sgombro.

Non potrebbe all’Ufficio Provinciale segnare questa spesa allo ordinaria amministrazione, dato che ordinariamente ciò avviene e non un imprevisto, dato che si prevede sempre? Sarebbero contenti, con noi, anche i comuni di Castelfranco, Ginestra, Buonalbergo, Paduli che seguono la nostra stessa sorte per il disservizio postale.

FUNZIONI PROPIZIATRICI per la prima nevicata

Tutti, crediamo, si assomiglino nei riti, ognuno ha il suo e i paesi son tanti. Diciamo solo di quello svolto da alcune persone notabili del nostro paese.

La sera del 24, quando il tempo ha cominciato a farsi sul serio, hanno assolto alla funzione propiziatoria. La vittima: un agnello (al forno) l’ara la tavola. Iddu una bettola centrale dell’invitante insegna: sacerdoti; e assistenti; mezza dozzina di commensali qui dopo la funzione ebbi di ardore per la lunga e intensa pentenza, hanno raggiunto il nirvana e nell’insensibilità assoluti si sono allontanati dal tempio in uno stato d’incoscienza apprezzato da Bacco e non ammirato dai miseri mortali assenti in quell’ora sulla strada.

I calchi sulla neve non hanno rilevato la grandezza fisica e il nostro cronista anche i nomi: “in quello stato erano irriconoscibili” – ci ha detto – perciò ci asteniamo dal farveli, riconoscere.

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