Il giovane nella sua personalità
Il giovane nella sua personalità Il giovane nella sua personalità è e ciò che vorremmo essere, un continuo desiderio di superamento.
Il giovane nella sua personalità
Lo spirito è sempre attività; e l’attività dello spirito è un processo in cui si genera sempre qualcosa di nuovo. “La storia si crea a poco a poco per l’attività dello spirito che costruisce nuove forme di conoscenza, nuovi ideali di vita, nuovi sentimenti…” Così il prof. Aliotta.
Ma questo processo di incessante produzione non deve essere inteso nel senso che nulla si conservi, che ogni momento sia una nuova creazione. Tutt’altro. Il processo della vita spirituale è, invece, una continuità di vita in cui il presente è solo in virtù del passato che dura in esso, pur rinnovandosi ed arricchendosi di nuove forme e di nuovi concetti concreti.
Il persistere del passato non è la permanenza di un blocco di pietra; in ogni momento esso è trasformato dalla presente situazione spirituale. Non sono i fatti che determinano la nostra vita, noi scegliamo attivamente, secondo i fini che ci proponiamo, i fatti che dobbiamo ricordare e li ordiniamo in nuovi sistemi.
L’attività spirituale è uno sforzo continuo per passare da ciò che sentiamo di essere attualmente a ciò che vorremmo essere, un continuo desiderio di superamento.
Chi è un nostro vero fiorire, di cui parla il Bruno, che non si assolve ma riesce nel proprio ostinato a realizzare, bensì conosce la realtá della perfezione acquisita e sente la coscienza del proprio valore, essenzialmente realizzata.
E questa coscienza del nostro valore non è una identità astratta, ma vera, reale, perché esistiamo ed abbiamo coscienza del nostro esistere in questo organismo e agendo ed evolvendoci. Siamo noi che umiamo nel movimento presente tutta la nostra fisionomia acquisita nel passato e, in forma del nostro personale lavoro rendiamo reale il possibile dominandolo con la nostra attiva opera.
Siamo noi che possediamo il passato per meglio riannodarlo e poi i nostri personali lavori atti e faticosi, e ricordando gli errori, noi non siamo rinnegatori, e nel nostro rinnovarci vi è il nostro costante riconoscimento di una fisionomia che è nostra e nella quale riconosciamo i nostri meriti.
Animati da questi principi ci proponiamo di fondare questo giornale, perché i giovani del paese, e specialmente i ragazzi della valle del Fortore e dintorni, possano comprendere e possano trovare nella via cosciente uno stimolo per operare e perfezionarsi. Questa rivista sia incitamento per tutti gli italiani ad opere di continuo perfezionamento.
Lucia Palatella





