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A MONTEFALCONE che bisognerebbe fare?

L'articolo denuncia le drammatiche condizioni abitative e sanitarie di Montefalcone Valfortore: 3750 abitanti convivono con centinaia di animali in 2500 vani promiscui, con case prive di adeguata illuminazione. Si segnala una grave epidemia influenzale (65 ricette in dieci giorni) aggravata dalla mancanza di fondi per medicinali e specialisti. Vengono criticate le pessime condizioni delle strade, l'assenza di un acquedotto nonostante le rinomate sorgenti locali, e la carenza di aule scolastiche adeguate rispetto al numero di classi necessarie.

in 2500 vani compresi le chiese e gli uffici, i negozi e le bettole, le cascine e le stalle, vivono 3750 uomini e diverse centinaia di bestie!

Quanti di questi non dovrebbero essere abitati? per lo meno la metà.

Chi è vissuto quassù conosce le famose case interrate, di un solo ambiente talvolta diviso da quattro tavole aperte all’esterno solo dalla porta.

Per fortuna la gente non ha danaro per mettere dei vetri o fare doppia porta e così di giorno sono chiuse dal classico portiello o porta che chiude la sola metà inferiore della entrata lasciando passare un po’ di aria e un po’ di luce.

Quante le famiglie che non dividono la casa con l’asino o le galline, il maiale o la pecora? Ben poche, da contarsi in breve.

E qui la guerra non ha distrutto alcun fabbricato! è stato sempre così.

4172 ettari di terreno costituiscono il territorio di Montefalcone. Di questi solo 820 circa dovrebbero essere coltivati, il resto andrebbe ottimamente per il pascolo!

Ma la gente ha bisogno di pane e per questo ha coltivato la montagna dove il granone, nella buona stagione non diventa più alto di 20 cm. Ha coltivato sulle rocce, ha coltivato dappertutto: ora il terreno non coltivato è di appena 800 ettari e non è coltivato perché non vi cresce neppure l’erba!

Quanta la gente malata? Impossibile dirlo perché, i più non hanno danaro per ricorrere al medico. Abbonda il tracoma, la tubercolosi, non c’è nessuno che non abbia i denti cariati o non soffra di reumatismi. I più possono permettersi di chiamare una sola volta il medico!

In dieci giorni che il paese fu bloccato dalla neve furono fatte dai medici di quassù 65 ricette: in farmacia ne giunsero 6! Le altre rimasero pezzi di carta perché non potevano essere accompagnate dal denaro necessario!

Qui non è più questione di… elenchi dei poveri e delle sole prescrizioni galeniche! sia perché il Comune non può prescrivere specialità! chi ci pensa il farmacista di quassù a preparare i vaccini e gli estratti ghiandolari? per la penicillina… forse basta la muffa che sta nelle case di tutti?

E le strade? per tante non ci siamo neppure andati: faremmo l’elenco di tutte. Basta il vedere la piazza Umberto che è il punto centrale del paese: fango e nient’altro, tanto che chi passeggia esce fuori dal paese: lì per lo meno c’è la breccia.

Montefalcone era famosa per l’acqua. Come mai ora manca così spesso? È fu fatto un serbatoio ad un’altezza inferiore al punto di dove dovrebbe passare la conduttura per portare l’acqua a tutto il paese! Eppure il principio dei vasi comunicanti non è l’ultima invenzione del secolo.

Le fognature? non ci sono. In paese, solo 20 famiglie hanno il gabinetto! il resto va… nelle strade o al fianco di esse!

Per le scuole aspettiamo un edificio scolastico di 10 aule: attualmente vi sono 16 classi; per quando sarà pronto l’edificio saremo peggio di adesso.

Si sta eliminando l’analfabetismo solo grazie all’istituzione delle scuole popolari.

Di fronte a tanto vien da chiedersi: Come vive questa gente? Così, nelle condizioni innanzi esposte. Mangia d’inverno pane di granone e nei mesi estivi pane con pane. Un po’ di benessere in qualche famiglia v’è, se un familiare, espatriato, manda il frutto dei suoi risparmi!

Insomma molte braccia, moltissime bocche con poco pane. E se manca il pane ognuno sa che manca il tutto!