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Giovinezza che fugge

Breve poesia lirica firmata "HERES", pubblicata a pag. 2 del periodico Valfortore. Il componimento riflette sul tempo che fugge e sulla giovinezza perduta, attraverso immagini notturne e naturali (astri, primavera, fiori). Il tono è malinconico e crepuscolare, privo di riferimenti a fatti o persone reali, tipico della tradizione poetica popolare inserita nelle pagine culturali del giornale.

Muta è la notte, tremolano gli astri
ombra nelle ombre il nudo tempo passa.
Che mai facesti, o giovinezza ingrata?
Dov’è la gloria tua, dove gli affanni?
Già il lento piede al crudo verno lasci,
lungi vola da te la primavera.

Ahi! non un pomo della bionda estate,
desiderosa, un dì per te cogliesti.
Or che ti resta? il folto crin canuto,
pallido il viso, vacillante il passo,
languidi gli occhi, il labbro muto, e il core
senza speranza, senz’amor, senz’ali.

Un rozzo sasso è il tuo funereo ostello,
raso dal sol, dai fulmini percosso;
putrido fango è la tua incolta polve,
erba né fior ove cadesti nasce.

HERES