Del Gaudio nel suo articoletto “I comunisti cattolici,, teneva a dimostrare che esiste una verità apodittica e siderale derivata dall’autentica posizione di comunista e di cattolico ed una conseguente contradictio realis (non in terminis) sussunta nell’impossibilità di conciliazione delle sue correnti filosofiche, politiche e storiche.
Ma doveva essere più preciso e dare la completa definizione della religione cattolica e della corrente politico-sociale del comunismo.
Giorgio Vitale doveva rispondere all’accusa di Del Gaudio che il comunismo è ateo — Rispondere con dati di fatto e dimostrare che il comunismo non è contro la religione. Il comunismo presenta una compiuta sintesi metafisica che si chiama materialismo dialettico: la materia, agitata dall’intimo fermento della dialettica, si evolve con le sue forme fisico-chimiche fino alla costituzione dell’uomo che è suprema attività della materia.
La dottrina interpretativa della storia che è il materialismo storico “estende i principi del materialismo dialettico allo studio della storia della società,,. (Stalin) secondo tale interpretazione della storia umana il fattore decisivo e creatore è solo quello economico.
In sostanza il programma comunista non è altro che il complesso di provvedimenti destinati ad attuare l’ultimo stadio dell’evoluzione umana che è il tramonto dell’era capitalistica, mentre l’idea religiosa, di patria e di famiglia sono ideologie borghesi e quindi da condannarsi.
Questa idea che Giorgio Vitale deve accettare, mentre se è stato affascinato al comunista solo per prospettive (così attesta nell’articolo) allora debbo confessargli e dirgli che è in antitesi con se stesso e va contro le sue correnti d’idea, anche falsa, si accetta e si serve nella totalità, se è vero come è vero l'”idea è più forte della spada,, (Napoleone).
Sul cielo di ogni epoca brillano delle concezioni filosofiche del pensiero, che bene spesso, discendono dall’alto della fredda speculazione e permeano le intelligenze diffondendosi in cerchi sempre più vasti; creano sentimenti, arroventano passioni, agitano correnti, animano la storia. Riconosciamo al profeta di Treviri questa divinizzazione nel futuro anche se prima la dell’interdizione israelitiche, trovò il principio della dipendenza causale dei fenomeni sociali del futuro economico, però non siamo d’accordo in merito a religione, patria, famiglia e dittatura del proletariato e diamo atto a Del Gaudio dell’espressione “nera galera,, rispondendo bene alla realtà del comunismo in senso di vita.
Noi siamo per le concezioni democratiche e liberali e cattoliche, conciliazione “in cui si rispecchia tutta la filosofia e la religione del mondo moderno,, (Croce) e postuliamo che nulla si cancelli di ciò che è nella natura e nella storia (leggi: diritto naturale e valori atavici di nostra gente).
Nicola Di Stasio