GLI ANNI SANTI
Il 2 dicembre scorso squillarono le trombe d’argento nel portico della Basilica Vaticana e, dopo che il Pontefice — dati i rituali tre colpi di martello e toltasi la Porta Santa, — ebbe varcata la sacra soglia, quale primo pellegrino, cattolici di ogni condizione sociale e di ogni nazione lo seguirono e lo seguiranno in questo Anno Santo, nell’entrare nel tempio massimo della cristianità, come simbolo di grande ritorno dell’umanità a Cristo, Via – Verità – Vita.
Il Giubileo, dall’ebraico Yobel era, nell’Antico Testamento, l’anno di riposo della terra perchè questa si arricchisse di umori e veniva celebrato ogni 50 anni. — Per i Cattolici il Giubileo è l’anno in cui il Papa depositario dei tesori spirituali di Cristo e della Chiesa slarga la sua misericordia e le sue indulgenze per il ritorno dei fedeli a Cristo. — L’ideatore fu un frate francescano il Beato Andrea da Spello zio di Bonifacio VIII, che ne diede l’idea al nipote Pontefice e questi lo indisse per la prima volta nel 1300.
Troppi odi e troppe guerre c’erano state; era necessario che i popoli tornassero a Cristo e al senso della fraternità cristiana. — Molti pellegrini accorsero a Roma tra questi vi fu Dante Alighieri, Carlo di Valois di Francia, e Carlo Martello d’Ungheria. — Il secondo fu indetto nel 1350, ma il papa Clemente VI era in Avignone. Vennero a Roma come pellegrini Luigi I re d’Ungheria, S. Brigida di Svezia e sua figlia S. Caterina. Il terzo nel 1390, sotto il pontificato di Bonifacio IX. Seguirono quelli del 1423 proclamato da Martino V e quello del 1450 da Niccolò V. In detto anno fu tale la ressa dei pellegrini che all’uscita dalla Basilica di S. Pietro verso il ponte di Castel S. Angelo molti restarono soffocati. In quell’anno fu canonizzato S. Bernardino da Siena. I suoi discepoli S. Giovanni da Capistrano e S. Giacomo della Marca condussero a Roma mi-
gliaia e migliaia di pellegrini dall’Ungheria, dalla Boemia e dall’Austria, nazioni in cui essi avevano tanto lavorato.
Il papa Paolo III fissò il Giubileo ogni 25 anni affinchè ogni generazione potesse avvicinarsi a Dio e mettersi in pace con la giustizia divina.
Il primo Giubileo venticinquennale fu celebrato dal suo successore Sisto IV nel 1475.
Il settimo Giubileo fu indetto da Alessandro VI che introdusse il rito dell’apertura della Porta Santa nel 1489.
D’allora l’Anno Santo fu celebrato ogni 25 anni fino al 1825 con Leone XII. Non furono celebrati i Giubilei dal 1850 al 1875 a causa delle precarie condizioni politiche del tempo.
Leone XIII celebrò solennemente quello del 1900 con la partecipazione di tutte le nazioni cattoliche e l’Italia diede in quell’anno prova dei suoi sentimenti religiosi. Nel 1925 le aumentate relazioni diplomatiche della S. Sede e i tempi migliorati fecero accorrere a Roma milioni e milioni di pellegrini, mentre il governo favorì nel miglior modo possibile le manifestazioni Giubilari, iniziando così il movimento per la soluzione della questione tra lo Stato e la S. Sede nel Pontificato del compianto Pio XI che tenne altri due Giubilei speciali: quello del XIX centenario della Redenzione nel 1933 e quello del suo cinquantesimo di sacerdozio nel 1936.
Quest’ultimo Giubileo che si celebra dopo tanta catastrofe e distruzione vuole e deve essere il ritorno delle anime a Gesù Cristo per poter attingere tutti, da Lui l’indirizzo e la forza per una vera unione fra i popoli affratellati tutti in Dio, unico nostro Padre celeste e in Gesù Cristo, unico Redentore vita e luce delle genti.
Lucia Palatella