Ringraziamo il Sig. Pio Del Gaudio perché nel suo articoletto “I Comunisti Cattolici” ha, bontà sua, pubblicamente dichiarato che le prospettive sociali comuniste sono attraenti e pubblicamente gli dichiariamo che sono proprio queste prospettive che ci hanno affascinate.
Dall’intero suo scritto abbiamo intuito che egli è un fervente praticante cattolico e ci meravigliamo perciò se nel dare l’attributo alle file comuniste, mettendo in non cale l’amore per il prossimo e la legge del perdono, abbia usato un termine un pò pesantuccio. Forse trascinato dal suo nobile sdegno non ha tenuto conto del suo peso. Lo perdoniamo perciò di questa sua manchevolezza.
Siamo d’accordo con lui della nostra ignoranza e sulla dottrina comunista e su quella cristiana. Saremmo grati perciò al Sig. Del Gaudio se volesse illuminarci un pó sulla nostra dottrina. Se per la più nera galera il Sig. Pio Del Gaudio ha voluto intendere il dovere assoluto dell’uomo di lavorare sotto una illuminata direzione, e per essere utile a sé e per essere utile alla collettività, noi gli diciamo che questo dovere, consci del nostro valore di uomini, lo consideriamo un diritto e gli facciamo notare che egli si trova già in piena galera e, cosa strana, non se ne accorge.
Pare che di tutto questo il Del Gaudio non ne senta alcun rincrescimento, anzi a noi sembra che vada superbo della occupazione. Ci domandiamo; se si riesce di portare ogni lavoratore sia esso di braccia che della mente, nelle stesse sue condizioni di fronte allo Stato, per gli altri, simile condizione, la considera nera galera, mentre per lui forse è una condizione di superiorità?
Quindi ripetiamo: ben grati al Sig. Del Gaudio se vorrà illuminarci sulla nostra dottrina anche se messa in cattiva luce dal suo modo di pensare; ma stia attento a non fare due pesi e due misure.
Giorgio Vitale