Documento

Lontano

Una poesia nostalgica ("Lontano", firmata "montanino") dedicata a chi vive lontano dal Fortore. L'autore immagina l'emigrante che, da lontano, rivede con gli occhi della memoria i monti natii, le valli, le strade dissestate e i luoghi dell'infanzia legati al lavoro dei nonni — un ricordo dolceamaro, quasi commosso fino alle lacrime. Il componimento si chiude su una nota più cupa e personale: anche l'animo del poeta è scosso da sdegno e dolore, perché il proprio paese resta pieno di speranze deluse e sogni evanescenti come nuvole — un desiderio che non consola ("non brilla") ma continua a far male ("percuote").

Lontano

Tu di costà i bei natìi monti
e l’aspre valli del Fortore ammiri,
vecchie fangose strade e rotti ponti,
casupole, figure… son sospiri.

Aguzzi il guardo ed i poderi vedi
e poi con essi il lavorar dei nonni;
piangendo forse bimbo ancora li credi
quasi gli anni passati fossero sonni.

Pur al paese tendi mente e core!
Simil desio anche il mio esser scuote
in brividi di disegno e di dolore.

Il mio paese è di speranze vuote.
Son sogni come nuvole fuggenti,
Desio che non brilla ma percuote!

 

Montanino

Approfondimenti video