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Fervet opus

Denuncia il ritardo nell'apertura delle scuole a San Bartolomeo in Galdo (alluvioni e allarme poliomielite) e i lavori pubblici — in particolare la strada verso l'edificio scolastico — avviati con grande entusiasmo ma condotti con lentezza cronica, per responsabilità imprecisate tra appaltatore, Comune e Governo.

S. Bartolomeo, 23 ottobre.

Mentre i bambini del nostro Comune cominciavano a spolverare grembiulini e libri per accingersi con rinnovato ardore alla ripresa del nuovo anno scolastico, due provvedimenti successivi ed imprevisti ne hanno differito l’inizio: il primo, di carattere regionale, rimandava al 3 novembre l’apertura delle scuole di ogni ordine e grado per tutta la Campania, essendo stati adibiti molti edifici a ricovero d’urgenza per gli alluvionati dei giorni scorsi; l’altro, di carattere comunale, determina la chiusura delle scuole fino ad epoca imprecisata per garantire l’infanzia dal contagio della poliomielite.

Ciò avviene proprio ora che le autorità locali hanno preso a cuore uno dei problemi più urgenti per il nostro Comune: la rifazione della via che conduce all’edificio scolastico, che ogni giorno viene attraversata da centinaia di bambini.

A dire il vero essa è ridotta in condizioni di assoluta impraticabilità, specie nel periodo invernale, durante il quale bisognava essere acrobati per infangarsi e bagnarsi il meno possibile, quando sopra si riusciva ad evitare pericolose cadute. Ciò è ben triste ed ha contribuito al depauperimento della nostra scuola elementare, con grave danno per l’educazione dei giovani.

Vogliamo augurare che non si tratti solo di riparazione o, quanto peggio, di inizio di lavori, che poi saranno terminati, magari, quando un nuovo edificio sorgerà altrove.

Non è da meravigliarsi, infatti, che a S. Bartolomeo con grande entusiasmo hanno inizio dei lavori che vedono la fine con la generazione successiva. Il forestiero che entra in paese per via Puglie potrebbe senz’altro, ammirato, ripetere ciò che disse il mitico Enea entrando in Cartagine “fervet opus,,, ferve il lavoro. Ma presto si accorge che tutti i lavori in atto proseguono con estrema lentezza e scarsezza di mano d’opera, per cui nessuna previsione può darsi del tempo d’impiego.

A voler comprendere i motivi di tale nuovo sistema di procedimento, ci si trova in un labirinto di differenti versioni per cui è molto difficile stabilire di chi sia la colpa: se dell’appaltatore, o del Comune che non si preoccupa di chiedere i fondi necessari, o del Governo che tarda ad inviare quelli richiesti.

Vogliamo che le autorità, a cui compete, prendano seriamente a cuore il problema edilizio del nostro paese, provvedendo che ogni lavoro iniziato sia condotto a termine con più celerità e sia opera ben costruita e duratura.

Vincenzo Del Re

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