S. Bartolomeo, febbraio
Tutti i vecchi, questi laudatores temporis acti, per dirla col poeta latino, si lagnavano dei tempi mutati. Rievocavano le allegre brigate del Carnevale e della loro gioventù e tentennavano mestamente il capo. I nostri giovani, stufi di sentire il biascicare di malinconiche ricordanze hanno voluto smentire la concezione dei vecchi e hanno fatto la MASCHERATA.
Avevano bisogno di chi li incoraggiasse e perciò si rivolsero al caro Dott. Pinuccio Rosa che li comprese e, con quell’intuito dell’animo giovanile che è proprio tutto suo, li organizzò.
Imponente il corteo, fastosi i costumi, sensazionali le parrucche, esilarante la fanfara. I vecchi uscirono dal loro pessimismo, ritornarono giovani e vollero per loro la strumentazione. Il suonatore della grancassa (zi’ Tonno, u’ rancascìere, più che ottantenne) avocò a sé il grosso strumento. Se non ché, mentre si esibiva con poderosi colpi sul vecchio tamburo, un ragazzo, “ahi!” gli pesta un callo. Il vecchio diventa pallido, si strappa l’enorme naso di cartone e cede il suo posto ad un giovane.