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Tabacco

L'articolo ripercorre la storia e la diffusione del tabacco, dal suo arrivo in Europa fino all'uso popolare, richiamando figure storiche legate alla sua introduzione (come Jean Nicot) e citando aneddoti e testimonianze letterarie sul fumo e sul suo significato sociale. L'autore riflette con tono divulgativo e in parte critico sulle abitudini legate al tabacco, sull'evoluzione del suo consumo e sulla percezione popolare, mescolando note storiche, curiosità e considerazioni personali sul vizio del fumo.

Puntata VI

“Qual’è l’origine dello smoking?” Come l’indica il nome, esso era in Inghilterra, una giacca che veniva recata ai convitati maschi al termine del pranzo. Toltosi il frac, essi la indossavano allorquando le signore avevano abbandonato la sala del pranzo, nella quale essi invece si indugiavano per fumare. Poi, spento l’ultimo sigaro, rindossavano il frac che nel frattempo era stato riposto lontano dal fumo. Così potevano far ingresso nel salotto senza rischio di disturbare le ladies con un odore in quel tempo (mezzo secolo fa) ritenuto spiacevole, Mirepoix De Vogie – La politesse, son role, ses usage – Les Editions de France – Paris. 1937.

Gerolamo Coignard: “Signore, dammi il pane, il vino e il tabacco quotidiano.

E se ti piacesse aggiungerci anche il cinema, amen, o questo racconto del Dott. Munaret: “Un mio cliente fumatore e bevitore, era in agonia. Non potendo più parlare, egli manifesta un bisogno a mezzo di segni incomprensibili per i familiari. Io giungo per caso e osservo che egli fissa con occhio quasi spento, che cosa? la sua vecchia pipa uncinata ai piedi del letto.

Io ritengo di dover accondiscendere all’ultima volontà di un moribondo, e a domanda mia, suo nipote gliela porge. Allora facendo un supremo sforzo che sorprende tutti gli astanti, l’ammalato si solleva, afferra convulsamente la sua pipa e la porta alle labbra. Mori fumando.

E sentiamo anche che dice il Galateo: “Ormai fumano tutti, e se l’abitudine è in sè poco elegante, si può aggraziarla con un poco di educazione.

Bisogna badare, fumando, di non

gettare il fumo in faccia ai vicini. Un uomo non fuma se non è autorizzato dalla signora che è presente; non si getta la cenere in terra col rischio di bruciare tappeti o straccioli di vestito.

Se la sigaretta ed il sigaro sono già poco eleganti, la pipa è insopportabile, e un uomo che ha il difetto di servirsene, lo fa solo nella propria camera e mai in pubblico, o in casa privata, si getta il sigaro, anche se è appena incominciato: non è pulito, nè elegante metterlo in tasca spento o lasciarlo in anticamera,

L’uso delle sigarette per le signore è una delle questioni più discusse oggi: è un male che le signore fumino? Io non credo: se hanno marito, un padre non può piace tale attitudine, se ne astengono per compiacenza; ma in caso diverso non parmi essi vengono meno all’educazione nè compromettano cosa che debba celarsi come colpa. Non dovranno però mai fumare in caffè, o nella via; nè eccedere nel darsi a questo capriccio: e sempre apportarvi la grazia elletta che è la caratteristica della donna,,.

Così in “Le buone usanze, di Mantea. Gina Sobrero – Milano – Treves – 1912.

È ovvio, dopo quanto detto, che il consumo del tabacco divenne, dopo poco tempo dalla sua introduzione in Europa, un problema sociale. Non poteva pertanto la Medicina tutta tenersi lontano da questo problema; anzi sono state le grida di all’armi dei medici, tramisse a poche vo-

ci favorevoli, per il tabacco che hanno tenuto sempre vivo questo problema del tabacco.

Rivedere dalle origini la letteratura medica in proposito è ormai un’impresa pressoché impossibile. Per il solo elenco degli scritti medici sul tabacco non basterebbero due volumi.

Non si farebbe poi, nel riassumerli, che ripetere le stesse cose con pareri più o meno contrari.

Per questo è preferito scegliere tra gli scritti dell’opinione pubblica, molto più lieve e talvolta piacevole, quelle che poi è stato il pensiero medico nel tabacco attraverso i secoli.

Si accennerà solo di sfuggita a qualcosa in proposito, preferendo dilungare sul pensiero attuale della medicina per il tabacco.

Il tabacco ebbe l’onore di una prima prescrizione medica per opera di un certo Haye nel 1543.

Scrisse del tabacco il detto Ettmuller che in un’opera stampata a Francoforte la storia del tabacco e l’elenco delle medicine che da esso si possono trarre.

E del tabacco scrive Giovanni Magnen (XVII secolo).

Von Helmont deplora la consuetudine del fumo e afferma che aprendo uno stomaco lo si era trovato giallo a causa dei vapori del tabacco, cui attribuisce una segreta potenza velenosa.

Simone Pauli (nato a Rostok 1603; morto nel 1680) e il Morton sostengono che il tabacco rende i polmoni

flosci e secchi fino a produrre il marasma.

Teofilo Bounet racconta di aver fatto molte autopsie dalle quali risultano chiaramente i mali gravissimi, tremendi causati al polmoni e al cervello non solo dal fumo che pipa, ma anche dalla sua polvere aspirata

Tutto questo lo riporta il Romazzini (1700) che personalmente afferma: “Che a masticar tabacco o ad aspirar fumo attraverso la pipa si diminuisce lo stimolo dell’appetito tanto da poter far lunghi tratti di cammino senza sentire i morsi della fame e i richiami dello stomaco; raccontano molti viaggiatori, fra i quali Guglielmo Pisani, che viaggiando per lunghi deserti: ho non aver sentito per merito del tabacco masticato, nè stanchezza.

Il Van Helmont afferma la stessa cosa, aggiungendo che ciò accade non perchè la nicotina plachi la fame, provvedendo alla mancanza di cibo, ma perchè essa annulla la mancanza e l’esercizio delle funzioni.

Dal Van Helmont non è lontano l’Ettmüller che dice che il tabacco come tutti i narcotici addormenta gli spiriti animali e, per mezzo del suo sale volatile eleoso, distrugge il senso della fame, affievolendo i fermenti acidi dello stomaco; infatti ho spesso osservato che i fumatori e i masticatori sono afflitti da inappetenza,,.

È note che S. Alfonso del Liquori non poteva essere santificato poichè il Santo stesso fece ritrovare una ricetta con cui si prescrivono l’uso del tabacco.

Ma attualmente il tabacco viene quasi esclusivamente fumato e pertanto opportuno fermarsi solo in quest’uso

Dr. Rosario Zeppa

(continua)