Documento

Storia di Castelfranco (2 parte)

L'articolo ricostruisce le origini storiche e geografiche di Castelfranco, capoluogo del mandamento del Circondario di S. Bartolomeo in Galdo. Vengono descritte la posizione territoriale, i collegamenti viari con Benevento e Montecalvo, e riferimenti a studi di eruditi (Vitale, D'Anville) sull'antico Equotutico. Si discute l'origine etimologica del toponimo, legata a un feudo di Montefalcone e alla famiglia Rarifre, con riferimenti a documenti storici, catasti e famiglie nobiliari locali proprietarie del territorio.

continuazione

Appunto in quell’epoca Castelfranco contribuì quattro soldati e dieci operai per la ricostruzione e la guarnigione del castello di Crepacore, giusta gli ordini di Carlo d’Angiò datati da Lucera. A Giovanni succedette Nicolò Mansella, ed a questi il figlio Goffredo nel 1328; ed in lui si estinse il ramo del Mansella di Castelfranco. Fu poscia nel dominio di Camillo di Buisson; e, per la morte di costui senza eredi, Roberto d’Angiò dichiarò devoluto il feudo, indi dato alla famiglia Shabram, Conti di Ariano. Così l’ebbe Guglielmo di Shabram nel 1351, ed il figlio Luigi; al quale succedette nel 1404 il primogenito Algiario, ed a questi suo figlio Ermingao nel 1410.

Però a 10 agosto 1342 er Roberto aveva dato a Giovanni Rao di Ariano, segretario della Regina Sancia. quartam partem castri franculi.

Nel cedolario Angioino fu tuttavia chiamato Castellum Franculum che, tassato per giustizierato di Principato Ultra per once 5, tarì 15 e grana 6; e pel disgravio di Fregento in altri tarì 20 e grana 10, e di Montella in oncia una e tarì 3; per cui aveva l’intera tassa di 7 once, 8 tarì e 10 grana.

Ermingao di Shabran divenne fedele, e Giovanna II donò il feudo a Francesco de Attendolis, figlio del Gran Contestabile Sforza, 1415. Il quale similmente

lato ad Alfonso I d’Aragona, consigliando a Giovanna II l’adozione di Luigi d’Angiò. Passò successivamente a Pietro di Guevara, anche gran Siniscalco del Regno; e di poi nella casa del Caracciolo, per donazione fatta da Alfonso II a Bernardino Caracciolo. Nel grande Archivio di Napoli, in data dei 7 giugno 1494, esiste una “Lista de le entrate che so in le terre et fochi del Contado de Apice et Ariano le quale foro de lo olim Gran Senescalco D. Pietro de Guevare”; e, tra le altre, s’indicano: “Curfano fochi 70, Castello franco fochi 110 si tene per Berardino Caracciolo”: V’è poi la conferma fattane a 20 giugno 1498 allo stesso Caracciolo da parte di Federico III, che lo chiama suo compagno e consigliere.

Nell’anno 1496 Castelfranco fu teatro di avvenimenti militari; ivi si riunirono gli alleati Aragonesi contro i Francesi di Carlo VIII, comandati dal Montpensier; da Castelfranco mossero verso Circello, assediato dai Francesi. Anzi è a supporre che nel paese avessero parteggiato per Carlo VIII. Le parole del Quicciardini, storia d’Italia vol. I, libro 3, sono le seguenti: “Aveva Ferdinando, poi che ebbe unite seco le genti veneziane, prese la terra di Castelfranco dove si unirono seco, con dugento uomini d’arme, Giovanni Sforza signore di Pesaro e Giovanni da Conzaga fratello

del Marchese di Mandova, condottieri dei confederati: in modo che in tutto erano nel suo campo 1200 uomini d’arme, 1500 cavalli leggieri e 4000 fanti, E i francesi nel tempo medesimo si erano accampati a Circello, propinquo a dieci miglia a Benevento, etc.”

Posteriormente, estintosi il ramo del Caracciolo di Castelfranco per la morte di Antonio, avvenuta nel 1571, e vi fu ivi il possesso del feudo, che venne dato al Marchese di Castelnuovo, Giovan Francesco de Sangro, figlio di Geronimo Caracciolo primogenita di Antonio. Rimase così nella casa Sangro, da cui fu dato in tenuta ai Mirelli, principe di Teora; e ritornò indi al Principe di S. Severo, che hanno tuttavia il titolo di Principi di Castelfranco.

Il Comune è stato sempre nel giustizierato ed indi nella provincia di Principato Ultra fino al 1811. Con decreto degli 11 Maggio di quell’anno passò a Capitanata, nel distretto di Bovino, e qual capoluogo di circondario, da cui dipendevano Castelluccio, Faeto, Celle, Greci, Savignano, Montefalcone, Ginestra degli Schiavoni. Con decreto del 1 maggio 1816 il Circondario di Castelfranco venne diminuito di Castelluccio, Faeto, Celle e Greci; successivamente gli venne tolto anche Savignano. Alla sudetta provincia è appartenuto fino al 1861, quando venne aggregato con tutto il manda-

mento alla provincia di Benevento. Nel primo censimento di Carlo V aveva famiglie 210, 243 nel 1545, 274 nel 1561, 309 nel 1595, 270 nel 1648, dopo la Rivoluzione di Masaniello, che infiniti danni adusse ai paesi vicini ad Ariano, e solo 108 dopo la famosa peste del 1656. Alla fine dello scorso secolo già contava 2452 abitanti, e 2787 nel 1816, 3593 ne ebbe nel 1845 e 4229 nel 1852. Attualmente la popolazione è di 3944 abitanti.

Due vi provinciali rendono più facile l’accesso a questo Comune, l’una via la stazione ferroviaria di Savignano-Greci, l’altra verso Montefalcone e il Fortore; oltre a due vie non complete verso Roseto e Ginestra; la prima delle quali lo metterà in comunicazione diretta con la Puglia montuosa, l’altra con la stazione di Montecalvo con Benevento più direttamente.

Fu patria di Marco Petruccelli, vescovo di Nardò, nel sec. XVIII, e di Pasquale Petruccelli, vescovo di Strongoli. Nacque ivi anche un Saverio Cirelli, che, capitano di fanti al servizio di Carlo III Borbone, fu promosso per valore sul campo di battaglia di Velletri addì 11 agosto 1744.

FINE

da “I COMUNI DELLA PROV. DI BENEVENTO,” dell’Avv. Alf. Meomartino, Ed. Giuseppe De Martini Benevento 1907