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Tabacco

L'articolo raccoglie citazioni letterarie e storiche su pregi e difetti del tabacco, alternando pareri di difensori e detrattori. Si citano autori come Baruffaldi, Leopardi, Napoleone, D'Annunzio e Baudelaire, riportando aneddoti e giudizi sull'uso del fumo, la sua utilità psicologica e sociale, oltre a riflessioni ironiche sulla dipendenza. Il testo si presenta come una rassegna erudita e discorsiva, con tono leggero e citazionistico, e prosegue nel numero successivo del giornale. L'articolo, a firma del Dr. Rosario Zeppa, tratta del tabacco attraverso citazioni letterarie e storiche di autori come Leopardi, Baruffaldi, Fanpani, Napoleone, D'Annunzio e Baudelaire, riportandone giudizi contrastanti: da condanna morale…

Puntata V

“In Spagna offrire e accettare un sigaro consacra rapporti di ospitalità, così come in oriente l’offerta del pane e del sale, (da Carmen di P. Merimèe. Parigi 1845.)”

I difensori e i denigratori continuano fra tanto materiale.

Scegliamo fra tanto materiale.

“Quanto vuoi che guardi bieco l’occhio torbido di Baeco io da l’Indie porto meco merce solo di tabacco che consola e vivifica e più fortifica quanto e più faccia un bicchiero di buon vino bianco o nero,,.

Così G. Baruffaldi in “La tabaccheide – 1714,,

“Se pigliare tabacco è decoroso a gli uomini, disdice alle donne, cioè giovani e belle, e’ P. Fanatti 1824.

Napoleone ebbe una volta la velleità di fumare per provare una bellissima pipa di foggia orientale regalatagli dall’ambasciatore turco e appena ripreso fiato dopo una boccata di fumo, gridò: “Levatemi di torno quest’affare! quale fetore!, oh, i maiali! ho lo stomaco rivoltato,,. Così in Memorie sulla vita privata di Napoleone di C.Wairy – Parigi 1830.

E questo è niente. Erba sporca e puzzolente, aveva definito il tabacco un certo Peter Columbell, vissuto agli inizi del XVII se-

colo che, non contento di aver odiato per tutta la vita il tabacco, volle perpetuare il ricordo di tanta avversione con una clausola nel suo testamento che proibiva agli eredi di usare tabacco se non volevano perdere la pingue eredità.

Leopardi scrive: Il vino (ed anche il tabacco e simili cose) e tutto ciò che produce uno straordinario vigore e del corpo tutto o della testa, non pur giova all’immaginazione, ma eziandio all’intelletto, ed all’ingegno generalmente, alla facoltà di ragionare, di pensare e di trovar delle verità ragionando (come ho provato più volte per esperienza) ecc. (29-9 del male, (trad. Sonzogno Milano).

Tabacco. Sua utilità. Suoi piaceri:

“Se io vengo donandomi il tabacco donatomi gli intendenti di qui glo dicano eccellente e prelibato, e questo è una delle poche cose in cui conveniamo i miei cittadini ed io (Lettera ad A. Maestro).”

Io regono donandomi il tabacco donatomi gli intendenti di qui glo dicano eccellente e prelibato, e questo è una delle poche cose in cui conveniamo i miei cittadini ed io (Lettera ad A. Maestro).

Tabacco. Sua utilità. Suoi piaceri: “Io innocenti di tutti gli altri al corpo o all’anima; meno vergognoso a confessarsi, di poco prezzo ed adattati a tutte le fortune; più durevoli, più replicabili” (Bologna 13-7-1826)

E D’Annunzio? A partire dal 1914 egli continuò a fumare (ma molto moderatamente) durante tutto il periodo della guerra. Ne accenna nel Libro segreto: “Ho fumato molto, nella guerra, contro l’odore del prossimo,, E aggiunge più innanzi: “So fumassi, io non potrei fumare meno di 150 sigarette,, In realtà D’Annunzio non fu mai un vero fumatore. Ed un giorno ne disse anche la ragione: “Fumare non può rappresentare un vero pia-

cere che quando divenne un vizio; ed io, questo vizio non l’ho,, Così scrive di lui T. Antoncini in “D’Annunzio aneddotico,, – Mondatori.

Un intero romanzo s’impernia sul tabacco. “Un uomo non può assolutamente fare a meno del tabacco. Quando lo sento con la fitta allo stomaco, un pò di tabacco mi fa passare la fame per il resto del giorno. Un uomo non può restare vivo senza tabacco, così in “La via del tabacco,, di E. Caldwell (Rizzoli Milano 1940)

Ancora alcuni elogi eccò:

Il sigaro è una dolce compagnia
Quando siam soli esilara il cervello
Serve a far degli amici, e caccia via
Il triste umor…eh! se non fosse quello
Colla miseria che ci ritroviamo,
Sti si starebbe allegri come stiamo!

Altro! da bravo, sigaro dottore,
Si ripenta, mi creda in verità,
Che nel mondo non c’è cosa migliore,
cosa più salubre del tabà…

A. Guadagnoli – Poesie giocose

“una sigaretta è il tipo perfetto d’un piacere perfetto, è squisita e ci lascia insoddisfatti. Che si vuole di più,” Così si esprime di Wilde.

Nè mancò la giacoza del fumo.

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