S’erano conosciuti in quello sperduto paesetto dell’Appennino. Lui, universitario, lei, Aida, maestra elementare.
La solitudine e l’ambiente ristretto li aveva fatti unire ed amare. Quel paesetto divenne d’allora più bello delle grandi metropoli, perchè racchiudeva i loro segreti incontri. Si sentivano felici. Lui, Dino, partì ed Aida unì in un sol pensiero il fratello in guerra e il suo Dino al corso. Le lettere di lei erano per Dino il miglior ristoro nelle lunghe marce e negli estenuanti esercizi del corso.
Nelle dure fatiche della severa preparazione militare, era solo il pensiero caro ed affettuoso di Aida che gli sollevava la mente dalla pesante realtà del momento. Venne la licenza per esami: Dino ed Aida si incontrarono in città. Lei, bella ed elegante, Dino rude dimesso in un grigio verde che non sapeva dei sacrifizi di guerra e mancava di quell’attrattiva che la città richiede. Si sentirono diversi. Si lasciarono senza commento.
Sergente in una sezione di Sanità, correva Dino con i suoi uomini a fasciare e trasportare feriti, tra l’infuriare del fuoco nemico. Non c’era per lui neppure il riparo della trincea. E nello scrupoloso adempimento del suo dovere, sembrava cercasse la morte. Gli affetti in lui si erano come spenti; rimaneva l’ideale amato e sognato sui libri per tanti anni e che ora poteva trovare una meta e un fine più bello nella morte in combattimento.
Un giovane ufficiale disteso a terra lo fece accorrere fra le raffiche di una mitragliatrice. Vistolo privo di sensi, con sforzi tenaci, riuscì a mettersolo sulle spalle e, inciampando per il peso ad ogni passo, si sforzava per portarlo al posto di medicazione. Ferito ad un polpaccio, Dino continuò a trascinarsi col suo carico.
Si svegliò al mattino, sofferente, in un ospedale da Campo.
Nell’ammalato che gli stava al fianco riconobbe l’ufficiale da lui salvato. Migliorarono entrambi e nelle lunghe monotone ore dell’ospedale cominciarono le prime confidenze, con la presentazione che viene incidentalmente: Dino aveva salvato il fratello di Aida.
Dino disse all’ufficiale di aver amato un’Aida dalla quale era ora diviso da quel mare in cui aveva gettato le sue lettere come per distruggere tutto prima di cominciare un nuovo modo di vita. E l’ufficiale scrivendo alla sorella, parlò del suo salvatore, raccontandole dell’amore di lui per una Aida e di alcune lettere gettate in mare.
montanino