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La Cenerentola Sannita

L'articolo riferisce di uno scritto dell'avv. Giovanni De Bellis, pubblicato sul "Secolo Nuovo" col titolo "La Valfortore", che denuncia la trascurata condizione della zona del Fortore rispetto alla provincia di Benevento-Foggia-Campobasso. Si ricordano promesse mai realizzate, come la ferrovia S. Severo-Lucera-Benevento e la strada nazionale Benevento-S.Bartolomeo-Foggia, e la mancanza di scuole superiori nel capoluogo di mandamento S. Bartolomeo in Galdo. Il pezzo esorta le autorità e i rappresentanti locali a intervenire presso il Governo per porre fine all'abbandono della zona, esprimendo soddisfazione per l'interesse mostrato da un figlio della Valle del Fortore verso questa causa.

L’ill.mo Avv. Giovanni De Bellis ha pubblicato sulle colonne del “Secolo Nuovo” (A. III – n. 1) un articolo dal titolo “La Valfortore,,.

Nella piena conoscenza e competenza del problema, egli presenta l’ubicazione della nostra zona ai margini della Provincia di Benevento – Foggia – Campobasso, e quindi sempre trascurata dalle autorità provinciali, ripiega tutto l’abbandono subito da parte del Governo italiano dal ’60 sino ad oggi. Ricorda la promessa ferrovia S. Severo – Lucera – Benevento, approvata nel progetto e mai realizzata; la promessa strada nazionale Benevento-S. Bartolomeo-Foggia, cambiata con la costruenda Benevento-S. Bartolomeo-Foggia lungo le valle del Calore e del Miscano, che hanno la principale ferrovia del Mezzogiorno, l’abbandono della bonifica del Fortore, tanto sventolata sotto le esigue scarsi anni dei politicanti e mai iniziata.

Deplora questa zona, che è il granaio beneventano, non abbia neppure un campo sperimentale agrario.

Avrebbe potuto aggiungere della zona, cioè S. Bartolomeo in Galdo, rimane ancora con uno strimenzito Corso di Avviamento, mentre in questi ultimi anni sono stato istituite Scuole medie, ginnasiali, magistrali superiori e liceali in tanti altri paesi della Provincia di Benevento vicinissimi al centro, quale S. Giorgio del Sannio.

Chiude la sua profonda ed accorata disamina con un appello ai dirigenti delle tre Province, ed erudisca svolgano attiva pratiche presso il Governo, esortando anche lo scopo anche il Periodico che ne parla.

Valfortore è lieto poter costatare l’interessamento di un figlio del Valle del Fortore per il problema di questa nostra zona e fa suo il grido d’angoscia per le ingiustizie subite da noi Frentani.

Tiene però ad aggiungere una sua particolare voce ed il suo appello.

Giacché da 90 anni, ripeto novanta anni, questa zona è stata completamente trascurata da Autorità Provinciali e Nazionali, sorpassando le sterili qualsivoglia politiche, le Amministrazioni dei nostri Comuni si riuniscano in un medesimo accordo appello al Governo.

Ogni Amministrazione Comunale con piano ventilato di tutti i Consiglieri, sintetizzi le ingiustizie e l’abbandono subito da parte delle Autorità Superiori per circa un secolo, esponga le necessità almeno più urgenti della zona; e unite insieme tutte le petizioni dei Comuni vengano inviate al Governo.

Sia, cioè, la petizione collettiva di tutti i Comuni del Valfortore presso il Governo.

È inutile raccomandarsi isolatamente a determinati esponenti politici o ad organi burocratici che non hanno poteri in merito. Bisogna che le Amministrazioni Comunali facciano proprie le necessità della zona; e sarà questa forza collettiva a spingere il Governo, perché nelle prossime riforme e bonifiche del Mezzogiorno non venga trascurata la nostra cenerentola Valle del Fortore.

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