Tra le solennità religiose il Natale gode la preferenza del popolo perché essa è la festa della famiglia e del focolare domestico: Pasqua dove vuoi, ma Natale con i tuoi!
Nelle contrade essa conserva ancora oggi buona parte degli usi e credenze delle generazioni passate. Viene preceduta dalla rituale novena durante la quale zampognari o musicanti girando per le case dei devoti alternano, dall’alba al tramonto, ai motivi pastorali il canto del “Tu scendi dalle stelle,,.
La sera dell’antivigilia, se speciali ragioni non impediscono, si friggono le tradizionali “zeppole,, o frittelle di Natale, la prima delle quali scenderà nell’olio bollente a forma di croce. Piena di misticismo è la giornata della vigilia durante la quale si osserva il più rigoroso digiuno e mentre le donne attendono a preparare la cena, gli uomini scelgono, esclusivamente fra gli alberi del frutto, il ciocearo o ceppo di Natale, che deve essere si grande da poter essere acceso non solo la sera della vigilia, ma ancora la sera del 31 dicembre.
All’imbrunire tutta la famiglia deve essere in casa perché si annodi al l’Ave Maria il capo famiglia deve collocare il ceppo nel focolare, ed accendere il fuoco. Finito il rito, al quale la famiglia assiste in ginocchio, tutti recitano una preghiera a Gesù Bambino, indi il capo famiglia augura a tutti la buona festa con la speranza che il futuro Natale li trovi nuovamente tutti riuniti. Alzandosi tutti si abbracciano scambievolmente e si dà subito inizio alla cena nella quale non devono mancare né gli spaghetti conditi con aglio soffritto con olio, né il baccalà.
Terminata la cena non è permesso a nessuno di andare a letto prima di mezzanotte, bisogna vegliare intorno al ceppo che brucia, sia per onorare Gesù, sia, e forse principalmente, per sfuggire ai pericoli del lupo mannaro.
In queste ore si potrà conoscere il mese nel quale il grano aumenterà di prezzo. Su di un mattone infuocato si pone per ogni mese dell’anno un chicco di grano, quel chicco che per il calore salterà più lontano dal mattone, indica il mese del maggior prezzo granario. Così osservando il cielo a mezzanotte precisa e osservando dove questo si nuvoloso si conosce ove, alla prossima raccolta, si avrà abbondanza di granone o, come dicevano i più antichi, di ogni prodotto cereallicolo.
Inoltre questa sera, e solo in essa, è possibile insegnare ed imparare le formule e le cerimonie degl’incarimi, degli incantesimi e di ogni altra stregoneria. Se ciò volesse farsi in altri tempi, chi insegna perderà irrimediabilmente la virtù magica e chi vuole imparare non ci riuscirà giammai.
Particolarmente affollate sono le funzioni sacre della mezzanotte durante la quale tutti presenti attendono di vedere nascere o collocare Gesù nel presepe.
È naturale che le funzioni sono le sole al più rumorose, sia per l’affluenza, che per i capricci di Bacco ancora sveglio. Fino a non molti anni fa in alcuni paesi del Valfortore, come si è ricordato, la Vigilia era considerato come la glorificazione della vita pastorale, in questa notte, infatti, allorché il Bambino Gesù veniva trasportato processionalmente per l’inizio della veglia, tutto il popolo, non il ceto civile, ma i pastori ed i contadini avevano il privilegio di portare il sacro ombrello, i cerei accesi e i molti campanelli; e dietro di loro i signori o galantuomini, i quali però solevano essere presenti alla cerimonia, dovevano anch’essi nel pellicione: una specie di biancha pelle pecorina, senza maniche, e lungo fino al ginocchio. Neanche le prime dignità del paese, se non nobilità più ospitosa poteva essere ammessa al sacro bacio del Bambino, senza quella tenuta pastorale. La cerimonia veniva alletata dalle bande boschereccie di cornamuse, zampogne, cennamelle, branchi di pecore, buoi e cavalli.
Durante la giornata di Natale al solito: buon giorno, buona sera si aggiunge buon Natale a cui si risponde per cento anni anche a voi!
P. E. C.