di M. Cutoli – Hills, da Bridgeport (U.S.A.)
Era un giorno d’estate: il sole brillava bello, sussurrava vento dolci nella Bella del Fortore era sopita. Con angosciosi sussulti pregava il Signore e le faccende domestiche non diminuivano il fervore della preghiera. “Salva, o Signore mio fratello! fa che torni da mamma!”
E i suoi quindici anni vedevano solo la bontà di Dio e non l’umana natura che accomunava nella morte i giovani di tante nazioni nella guerra al 1915!
Da vari giorni non giungeva uno scritto del fratello lontano e la mamma accasciata non riusciva più a trattenere nel cuore il tormento per il figlio in guerra. Bagnava di lacrime il suo Rosario quasi un triste presentimento avesse spezzato il suo cuore.
Pregava la Bella per il suo fratello, pregava per la tormentata attesa non spezzasse il cuore della mamma.
Andò l’indomani con la mamma alla messa, fece con lei la Comunione chiedendo a Dio crocifisso per gli uomini che la mamma non fosse trafitta come l’Addolorata.
Sedeva la Bella sulle scale di casa perché il suo pianto non rendesse più vero il presentimento della mamma.
Le si avvicina una bimba: — Non sai che tuo fratello è morto? ha avuto il telegramma tuo padre che ora è all’ufficio postale.
Piccohì la bimba dal vero presentimento mai pol si accasciò sfinita, senza più pianto.
— Signore, salva mio fratello, Signore salvalo per mamma!
Sceglieva la Bella per suo fratello… Giaceva, quasi senza vita, il suo bel corpo abbandonato sui gradini e mormorò chiedendo ancora a Dio:
“Vorrei poter cambiar vita con vita. Veder me vecchia e lei dal sacrificio mio ringiovanita”.