Persona

Alterisio Paoletti

da Montefalcone di Val Fortore a Sanremo: biografia del compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra

Compositore, arrangiatore, pianista e direttore d’orchestra, Alterisio Paoletti è una delle personalità musicali più importanti nate nel Fortore. 

 

Dalla formazione al Conservatorio di Benevento all’incontro con Mino Reitano, dal lungo sodalizio artistico con Al Bano ai riconoscimenti ottenuti al Festival di Sanremo, la sua carriera ha portato il nome del Fortore sui più importanti palcoscenici della musica italiana. Nel 2017 il paese natale lo ha proclamato “Ambasciatore nel mondo di Montefalcone”.

Ci sono persone che lasciano il proprio paese per seguire una vocazione e che, anche dopo aver raggiunto i grandi palcoscenici, continuano a

 portare con sé il nome della terra dalla quale sono partite. Nella storia contemporanea della Valle del Fortore, una di queste è senza dubbio Alterisio Paoletti.

Compositore, arrangiatore, pianista e direttore d’orchestra, Paoletti ha legato il proprio nome ad alcuni protagonisti della musica leggera italiana e soprattutto a Mino Reitano e Al Bano Carrisi. Ha diretto più volte l’orchestra del Festival di Sanremo, ha scritto e arrangiato canzoni presentate all’Ariston, ha lavorato per il teatro e il cinema e ha ricevuto importanti riconoscimenti professionali dagli stessi musicisti dell’orchestra sanremese.

Per raccontare la sua storia, però, bisogna partire molto lontano dalle luci dell’Ariston: da Montefalcone di Val Fortore.

Le origini a Montefalcone di Val Fortore

 

Alterisio Paoletti nasce a Montefalcone di Val Fortore, in provincia di Benevento, il 29 dicembre 1970.

È qui che affondano le sue radici e il rapporto con Montefalcone rimarrà una costante della sua storia personale e professionale. Molti anni più tardi sarà proprio la comunità del paese a tributargli uno dei riconoscimenti più significativi: quello di “Ambasciatore nel mondo di Montefalcone di Val Fortore”.

La musica entra molto presto nella sua vita e diventa quasi subito qualcosa di più di una passione. A diciassette anni Paoletti rappresenta la Campania al Congresso Mondiale dei Maestri di Cappella, primo segnale di un percorso destinato a svilupparsi ben oltre i confini della sua terra d’origine.

Prosegue quindi la propria formazione musicale presso il Conservatorio di Benevento, dove consegue il diploma.

È l’inizio di una carriera nella quale Paoletti riunirà competenze diverse: pianista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e, negli anni, responsabile musicale di importanti produzioni discografiche e concertistiche.

 

Dopo gli studi, una delle prime esperienze significative è quella del BENGio Festival di Benevento, concorso dedicato ai giovani cantautori e interpreti di musica leggera.

Paoletti viene chiamato alla direzione dell’orchestra della manifestazione e comincia a misurarsi con quello che diventerà uno degli elementi caratteristici della sua carriera: costruire un arrangiamento, adattarlo alle caratteristiche di una voce e guidarne l’esecuzione orchestrale.

Il rapporto con il BENGio proseguirà nel tempo. Le cronache della manifestazione documentano ancora negli anni Duemila la presenza di Paoletti alla guida della Bengio Orchestra, una formazione composta da circa trenta musicisti che accompagnava dal vivo i concorrenti.

In questi anni matura una preparazione che non rimane confinata alla musica leggera. Alla formazione accademica si affiancano esperienze concertistiche e lavori di arrangiamento, ponendo le basi per il successivo ingresso nei grandi circuiti televisivi e discografici.

Castrocaro 1999 e l’incontro con Mino Reitano

La svolta arriva nel 1999, quando Paoletti viene scelto dalla Rai come direttore d’orchestra della 43ª edizione del Festival di Castrocaro, lo storico concorso nazionale dedicato alle nuove voci.

Proprio a Castrocaro incontra Mino Reitano.

L’incontro segna una tappa fondamentale della sua carriera. Paoletti entra nell’entourage musicale del cantante calabrese e lo accompagna negli anni successivi come arrangiatore e pianista, partecipando anche a tournée in Italia e all’estero.

Il rapporto professionale con Reitano conduce infine il musicista fortorino sul più importante palcoscenico della canzone italiana.

Il debutto a Sanremo con “La mia canzone”

Nel 2002 Alterisio Paoletti partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo.

Mino Reitano è in gara con “La mia canzone”, firmata da Pasquale Panella, Mino Reitano e Alterisio Paoletti. Paoletti non è soltanto tra gli autori del br

ano: ne cura l’arrangiamento e dirige l’orchestra durante l’esibizione all’Ariston.

La canzone conclude il Festival al diciottesimo posto, ma per il maestro di Montefalcone quella partecipazione rappresenta un passaggio fondamentale: nello stesso progetto si incontrano per la prima volta sul grande palcoscenico nazionale tre dimensioni del suo lavoro, composizione, arrangiamento e direzione d’orchestra.

La collaborazione con Reitano comprende anche il lavoro sul repertorio del cantante.
L’album “La mia canzone, le mie canzoni” ripropone diversi suoi successi con una nuova veste musicale curata e diretta da Paoletti.

Intorno al maestro cresce anche una nuova generazione di musicisti.
Il chitarrista Giovanni Francesca, che collabora con lui in quegli anni, ricorderà Paoletti come un vero e proprio mentore, capace di alimentare il suo interesse per l’armonia e l’orchestrazione.

Il lungo sodalizio con Al Bano

Nello stesso periodo si apre un altro capitolo decisivo della carriera di Paoletti: il sodalizio artistico con Al Bano Carrisi.

A partire dal 2002, il musicista fortorino comincia a lavorare stabilmente con l’artista di Cellino San Marco, diventandone negli anni autore, arrangiatore e music director.

È una collaborazione destinata a durare per decenni e a produrre album, tournée, concerti, partecipazioni televisive e numerose presenze al Festival di Sanremo.

Il rapporto tra Paoletti e Al Bano va ben oltre quello tra un cantante e il direttore chiamato ad accompagnarlo occasionalmente sul palco. Il maestro entra nella costruzione musicale dei progetti dell’artista, intervenendo nella scrittura, nell’orchestrazione, negli arrangiamenti e nella preparazione delle esecuzioni.

Quello con Al Bano diventerà il sodalizio professionale più conosciuto della carriera di Paoletti e lo porterà più volte sul palco dell’Ariston.

Il teatro: “Una terrazza per due”

Nel 2003 Paoletti porta la propria esperienza anche nel teatro musicale.

Cura gli arrangiamenti di “Una terrazza per due”, commedia musicale di Marco Iannucci con musiche originali di Maurizio Fabrizio, coreografie e regia di Gino Landi.

L’esperienza teatrale mostra la versatilità del musicista, capace di lavorare non soltanto sulla forma-canzone, ma anche su un progetto nel quale musica, voce, movimento scenico e narrazione devono procedere insieme.

Il cinema e le musiche di “…E dopo cadde la neve”

Nel 2005 arriva anche l’esperienza cinematografica.

Paoletti firma le musiche di “…E dopo cadde la neve”, film diretto da Donatella Baglivo e dedicato al terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980.

La pellicola racconta il dramma delle comunità devastate dal sisma attraverso le vicende delle vittime, dei superstiti e dei soccorritori.

Per Paoletti è un terreno molto diverso rispetto alla musica leggera e sanremese: la composizione diventa parte della narrazione cinematografica, deve sostenere le immagini e accompagnare il racconto di una delle tragedie che hanno segnato più profondamente la storia recente dell’Italia meridionale.

Anche questa esperienza coinvolge Giovanni Francesca, che ricorda la realizzazione della colonna sonora tra i lavori compiuti durante gli anni di collaborazione con Paoletti.

Sanremo 2007: il secondo posto con “Nel perdono”

Il sodalizio con Al Bano torna al centro della scena nel 2007.

Al Festival di Sanremo il cantante presenta “Nel perdono”, brano firmato da Renato Zero, Vincenzo Incenzo, Alterisio Paoletti e Yari Carrisi.

La canzone ottiene un risultato prestigioso: secondo posto nella classifica finale, alle spalle di “Ti regalerò una rosa” di Simone Cristicchi.

Per Paoletti è il primo grande piazzamento sanremese come autore dopo il debutto del 2002.

Il risultato consolida ulteriormente il rapporto professionale con Al Bano e rende sempre più riconoscibile il nome del maestro di Montefalcone nell’ambiente musicale nazionale.

Sanremo 2009: il premio come miglior direttore d’orchestra

Due anni più tardi arriva uno dei momenti più importanti della sua carriera.

Al Festival di Sanremo 2009, Paoletti torna sul podio al fianco di Al Bano, in gara con “L’amore è sempre amore”.

Al termine della manifestazione il maestro viene insignito del premio come Miglior Direttore d’Orchestra del Festival.

Il riconoscimento viene attribuito nell’ambito della Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo ed è legato al giudizio dei professori d’orchestra.

È un premio dal significato particolare: sono gli stessi musicisti con i quali Paoletti lavora all’Ariston a riconoscerne le qualità sul podio.

Il compositore e arrangiatore nato a Montefalcone di Val Fortore ottiene così uno dei riconoscimenti professionali più prestigiosi della manifestazione, consacrando anche la propria capacità di guidare una grande formazione orchestrale nelle particolari condizioni artistiche e televisive del Festival.

Nel disco “L’amore è sempre amore”, pubblicato nello stesso periodo, Paoletti figura inoltre alle tastiere, ulteriore testimonianza della continuità e della molteplicità del suo lavoro accanto ad Al Bano.

“Amanda è libera” e il terzo posto a Sanremo 2011

Nel 2011 Alterisio Paoletti torna ancora una volta a Sanremo con Al Bano.

Il brano è “Amanda è libera”, scritto da Fabrizio Berlincioni, Al Bano Carrisi e Alterisio Paoletti. Paoletti dirige inoltre l’orchestra durante l’esecuzione.

La canzone affronta il tema dello sfruttamento e della violenza subita dalle donne vittime della prostituzione e trae ispirazione dalla vicenda di una giovane nigeriana uccisa a Livorno.

Alla fine del Festival, “Amanda è libera” conquista il terzo posto, alle spalle di Roberto Vecchioni e dei Modà con Emma.

Anche l’album omonimo pubblicato da Al Bano nel 2011 porta fortemente l’impronta musicale di Paoletti: l’intero disco è arrangiato dal maestro fortorino.

Nel giro di pochi anni il suo curriculum sanremese comprende così un secondo posto come autore nel 2007, il premio personale come miglior direttore d’orchestra nel 2009 e un terzo posto nel 2011.

Compositore, arrangiatore e music director

Parallelamente ai grandi appuntamenti televisivi, Paoletti continua a lavorare soprattutto in quella parte della creazione musicale che raramente è visibile al grande pubblico: la costruzione sonora dei brani.

È una dimensione essenziale per comprendere la sua professione.

L’arrangiatore parte da una composizione e le dà una forma precisa: sceglie gli strumenti, distribuisce le parti, costruisce il rapporto tra la voce e l’orchestra, stabilisce gli ingressi, gli equilibri e le sonorità che determineranno il carattere finale di un brano.

Nel caso di Paoletti questa attività si intreccia continuamente con quella di compositore, pianista e direttore d’orchestra.

La lunga collaborazione con Al Bano nasce proprio dalla capacità di seguire un progetto musicale nelle sue diverse fasi, dalla scrittura alla realizzazione in studio, fino alla sua esecuzione dal vivo.

Nel 2013, Paoletti cura gli arrangiamenti del progetto benefico “Canzoni per la vita”, realizzato da Al Bano insieme a Massimo Ferrarese. Anche questo lavoro si inserisce nella lunga serie di produzioni nelle quali il maestro fortorino contribuisce a definire la veste musicale del repertorio di Carrisi.

Con il passare degli anni la sua attività assume inoltre una dimensione sempre più ampia, intrecciandosi con artisti e produzioni differenti e portandolo a confrontarsi anche con il panorama musicale internazionale.

La musica dedicata ai bambini

Nel percorso di Paoletti trova spazio anche la composizione destinata ai più piccoli.

Il maestro collabora con il Festival della Canzone europea dei Bambini, manifestazione collegata al concorso “Un Testo per noi”, nel quale i testi ideati dagli alunni delle scuole vengono trasformati in vere canzoni da compositori professionisti.

Tra i lavori musicati da Paoletti figura “La danza del mal di panza”, nata da un testo realizzato dagli alunni della classe prima A della scuola primaria “E. Vendramini” di Pordenone.

Il suo nome compare in questo ambito accanto a quello di altri musicisti e autori della canzone italiana, mostrando un ulteriore aspetto della sua attività: la capacità di mettere la propria esperienza di compositore e arrangiatore al servizio di progetti rivolti ai bambini e al mondo della scuola.

Sanremo 2017: il Premio Giancarlo Bigazzi per il miglior arrangiamento

Il Festival di Sanremo 2017 aggiunge un altro prestigioso riconoscimento alla carriera di Alterisio Paoletti.

Al Bano porta in gara “Di rose e di spine” e Paoletti ne cura l’arrangiamento.

Durante la serata finale, il maestro riceve il Premio “Giancarlo Bigazzi” per il miglior arrangiamento.

Il riconoscimento viene assegnato dalla Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo sulla base del voto dei professori d’orchestra e consegnato dal maestro Pinuccio Pirazzoli.

Otto anni dopo essere stato premiato come miglior direttore d’orchestra del Festival, Paoletti ottiene dunque un secondo riconoscimento che premia un’altra componente fondamentale del suo mestiere: l’arte dell’arrangiamento.

I due premi sintetizzano efficacemente le due anime del suo lavoro. Nel 2009 viene riconosciuto per ciò che realizza sul podio; nel 2017 per ciò che costruisce musicalmente prima ancora che l’orchestra cominci a suonare.

Montefalcone celebra Alterisio Paoletti

Pochi mesi dopo il riconoscimento ottenuto a Sanremo, il rapporto tra Alterisio Paoletti e il paese nel quale è nato trova una delle sue espressioni più significative.

Il 16 maggio 2017, nel Centro Polivalente di Montefalcone di Val Fortore, la comunità dedica al maestro una grande manifestazione dal titolo “Alterisio – musica, passione e tradizione”.

Non è soltanto una cerimonia ufficiale, ma una vera festa del paese attorno al suo musicista.

All’organizzazione e alla manifestazione partecipano l’amministrazione comunale, il mondo della scuola e le associazioni locali. Gli alunni sono protagonisti con canti, coreografie ed esecuzioni musicali, mentre l’orchestra scolastica si esibisce davanti a Paoletti e all’ospite d’eccezione della giornata: Al Bano Carrisi.

Il cantante raggiunge infatti Montefalcone per rendere personalmente omaggio all’amico e collaboratore con il quale ha condiviso tanti anni di musica, tournée e Festival di Sanremo.

La manifestazione è condotta dallo scrittore e giornalista Roberto Alborghetti e vede la partecipazione, tra gli altri, del sindaco Olindo Vitale, del dirigente dell’Istituto Comprensivo “O. Fragnito” Salvatore Rampone, del maestro e docente Francesco Finizio, del maestro Michele Puzio e della dirigente scolastica Maria Gaetana Ianzito.

Un ruolo importante nell’organizzazione è svolto anche dalla docente Roberta Virgilio, insieme alle insegnanti della scuola primaria e alle associazioni del territorio.

Nel corso della giornata viene conferito ad Alterisio Paoletti il titolo di “Ambasciatore nel mondo di Montefalcone di Val Fortore”.

È un riconoscimento che assume un valore particolare all’interno della sua biografia. Dopo i premi ricevuti sul palco più famoso della musica italiana, arriva quello della comunità dalla quale era partito: Montefalcone riconosce ufficialmente nel maestro uno dei propri rappresentanti nel mondo.

La giornata comprende anche un omaggio musicale di Paoletti al Santuario della Madonna del Carmine, rafforzando ulteriormente il legame tra la celebrazione dell’artista, il paese e le sue tradizioni.

La presenza dei bambini e dei ragazzi conferisce alla manifestazione anche un valore simbolico: davanti a loro c’è un musicista nato nello stesso piccolo centro del Fortore e arrivato, attraverso lo studio e la professione, sui più importanti palcoscenici nazionali.

Sanremo 2020: Al Bano e Romina Power

La collaborazione con Al Bano continua negli anni successivi.

Nel 2020 Alterisio Paoletti torna al Festival di Sanremo in occasione della partecipazione di Al Bano e Romina Power come super ospiti della settantesima edizione della manifestazione.

Il 4 febbraio, durante la prima serata del Festival, la storica coppia torna insieme sul palco dell’Ariston.

Paoletti dirige l’esibizione e lavora anche al nuovo brano “Raccogli l’attimo”, il cui arrangiamento viene realizzato insieme a Diego Calvetti.

Il ritorno di Al Bano e Romina davanti al pubblico sanremese rappresenta uno dei momenti più attesi di quell’edizione e, ancora una volta, sul podio c’è il maestro nato a Montefalcone di Val Fortore.

A quasi vent’anni dall’inizio del sodalizio con Carrisi, la presenza di Paoletti all’Ariston testimonia la continuità di un rapporto professionale costruito attraverso dischi, concerti, tournée e grandi appuntamenti televisivi.

Un nuovo capitolo con Michele Bravi

Nel 2026, a ventiquattro anni dal primo Sanremo con Mino Reitano, Alterisio Paoletti torna ancora sul podio dell’Ariston.

Questa volta al suo fianco c’è Michele Bravi, in gara con “Prima o poi”.

La collaborazione segna un nuovo capitolo nella carriera del maestro. Dopo decenni trascorsi accanto ad alcuni dei grandi interpreti della musica popolare italiana, Paoletti si confronta con un artista appartenente a una generazione differente e con un progetto musicale dalla forte impronta cinematografica.

Bravi sceglie Paoletti proprio per costruire la dimensione orchestrale della canzone. Alla vigilia del Festival descrive il maestro come un grande talento italiano e sottolinea la volontà di trasformare l’orchestra da semplice accompagnamento in una vera interlocutrice della voce.

“Prima o poi” conclude il Festival al 22º posto, ma il rapporto professionale tra i due non si esaurisce all’Ariston.

Nel successivo album di Michele Bravi, “Commedia Musicale”, pubblicato nell’aprile 2026, gli arrangiamenti vengono infatti affidati ad Alterisio Paoletti.

Il progetto sviluppa quella dimensione sinfonica e cinematografica sperimentata a Sanremo e conferma la capacità del maestro fortorino di continuare a rinnovarsi, confrontandosi con interpreti, linguaggi e generazioni differenti.

Un mestiere spesso invisibile

La carriera di Alterisio Paoletti permette anche di raccontare uno dei lavori meno conosciuti dal grande pubblico.

Chi ascolta una canzone riconosce immediatamente la voce del cantante. Più raramente conosce chi ha scritto le parti dell’orchestra, deciso il carattere armonico del brano, costruito gli archi, preparato gli interventi dei fiati, accompagnato l’interprete in studio e infine guidato i musicisti durante l’esecuzione.

È precisamente in questo spazio che Paoletti ha costruito gran parte della propria carriera.

Il suo nome compare come compositore, arrangiatore, pianista e direttore d’orchestra. Sono ruoli diversi ma strettamente collegati, accomunati dalla capacità di immaginare la musica prima ancora che venga eseguita e di trasformare una melodia in una struttura sonora completa.

La considerazione conquistata nell’ambiente musicale è testimoniata in modo particolare dai riconoscimenti ottenuti a Sanremo: sia quello del 2009 sia quello del 2017 nascono dal mondo dell’orchestra e premiano direttamente le qualità professionali del maestro.

Sono riconoscimenti che acquistano un significato ancora maggiore se inseriti nel percorso iniziato molti anni prima in un piccolo paese del Fortore.

Da Montefalcone di Val Fortore a Sanremo

La storia di Alterisio Paoletti non è soltanto la storia di una carriera musicale. È anche la storia di un legame che resiste alla distanza, agli anni, ai successi e ai grandi palcoscenici.

Perché, prima di Sanremo, prima delle orchestre, prima delle tournée e degli incontri con alcuni dei nomi più importanti della musica italiana, c’è Montefalcone di Val Fortore.

C’è il paese in cui tutto comincia. Ci sono le strade, i volti, le tradizioni, quel senso di appartenenza che chi nasce in un piccolo centro del Fortore porta con sé anche quando la vita lo conduce lontano.

Alterisio Paoletti parte da qui.

Parte da un luogo che, sulle mappe della grande musica italiana, potrebbe sembrare periferico. Eppure proprio da Montefalcone prende forma il percorso di un ragazzo che, grazie allo studio, al talento e alla tenacia, riuscirà ad arrivare là dove la musica italiana si mostra al mondo.

Ma il valore della sua storia non sta soltanto nell’essere arrivato.

Sta nel fatto di non aver mai smesso di appartenere al luogo da cui era partito.

Ogni volta che il suo nome compare accanto a quello di un grande interprete, ogni volta che sale sul podio di un’orchestra, ogni volta che un suo arrangiamento prende vita davanti a milioni di spettatori, c’è idealmente anche un pezzo di Montefalcone su quel palco.

Ed è forse per questo che il riconoscimento ricevuto nel 2017, quando il paese lo proclama “Ambasciatore nel mondo di Montefalcone di Val Fortore”, assume un significato così profondo.

Non è soltanto un titolo.

È il modo con cui una comunità dice a uno dei suoi figli: sei andato lontano, ma continui a rappresentarci.

La presenza di Al Bano a Montefalcone, in quella giornata dedicata al maestro, rende ancora più forte l’immagine di un percorso che sembra chiudere un cerchio: un artista conosciuto in tutta Italia arriva nel cuore del Fortore per rendere omaggio a un musicista nato proprio lì, davanti alla sua gente, ai ragazzi delle scuole, alle famiglie, a chi quel paese lo vive ogni giorno.

Per i montefalconesi, Alterisio Paoletti rappresenta anche questo: la dimostrazione che si può partire da un piccolo paese e raggiungere traguardi enormi senza dover rinnegare le proprie radici.

Anzi, portandole con sé.

Il successo, in questa storia, non cancella la provenienza. La rende più visibile.

Montefalcone non è semplicemente il luogo di nascita di Alterisio Paoletti. È la prima pagina della sua biografia, il punto fermo al quale tutto continua idealmente a tornare.

E forse è proprio questo l’aspetto più bello della sua vicenda.

Che dietro un direttore d’orchestra applaudito a Sanremo, dietro un arrangiatore premiato dai musicisti dell’Ariston, dietro un compositore capace di lavorare con grandi interpreti, c’è ancora il ragazzo partito da un paese del Fortore.

Un ragazzo che è arrivato lontano.

Ma che, per Montefalcone, non è mai andato via davvero.

Intervista al Maestro Alterisio Paoletti


Cronologia essenziale

29 dicembre 1970 – Nasce a Montefalcone di Val Fortore, in provincia di Benevento.

A 17 anni – Rappresenta la Campania al Congresso Mondiale dei Maestri di Cappella.

Formazione – Studia e consegue il diploma presso il Conservatorio di Benevento.

Anni Novanta – Avvia l’attività professionale e dirige l’orchestra del BENGio Festival di Benevento.

1999 – Viene scelto dalla Rai come direttore d’orchestra della 43ª edizione del Festival di Castrocaro. Qui incontra Mino Reitano.

Dal 1999 – Collabora con Reitano come arrangiatore e pianista, partecipando anche a tournée in Italia e all’estero.

2002 – Debutta al Festival di Sanremo con Mino Reitano e “La mia canzone”, della quale è coautore e arrangiatore; dirige inoltre l’orchestra.

2002 – Prende avvio il lungo sodalizio artistico con Al Bano Carrisi.

2003 – Cura gli arrangiamenti della commedia musicale “Una terrazza per due”.

2005 – Firma le musiche del film “…E dopo cadde la neve” di Donatella Baglivo.

2007 – Torna a Sanremo con Al Bano e “Nel perdono”, di cui è coautore. Il brano conquista il secondo posto.

2009 – Riceve il premio come Miglior Direttore d’Orchestra del Festival di Sanremo.

2011 – È coautore e direttore di “Amanda è libera” di Al Bano, terza classificata a Sanremo. Cura gli arrangiamenti dell’album omonimo.

2013 – Cura gli arrangiamenti del progetto benefico “Canzoni per la vita”.

2017 – Al Festival di Sanremo riceve il Premio Giancarlo Bigazzi per il miglior arrangiamento di “Di rose e di spine” di Al Bano.

16 maggio 2017 – Montefalcone di Val Fortore gli dedica la manifestazione “Alterisio – musica, passione e tradizione” e gli conferisce il titolo di “Ambasciatore nel mondo di Montefalcone di Val Fortore”. Alla celebrazione partecipa Al Bano.

2020 – Dirige Al Bano e Romina Power al Festival di Sanremo e realizza con Diego Calvetti l’arrangiamento di “Raccogli l’attimo”.

2026 – Torna al Festival di Sanremo come direttore d’orchestra di Michele Bravi per “Prima o poi”.

2026 – Cura gli arrangiamenti dell’album “Commedia Musicale” di Michele Bravi.

Fonti

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