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Calcio: Foiano – Montefalcone
Collegamento archivisticoFoiano - Montefalcone 1-4 (0-1) Campionato dilettantistico 15/08/1949
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Foiano di Val Fortore è uno dei paesi nei quali si può osservare un volto meno scontato delle aree interne. Anche qui l’emigrazione, il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione hanno lasciato un segno profondo, e sarebbe sbagliato descrivere il paese come un’eccezione allo spopolamento che interessa l’intero Fortore. Eppure i numeri raccontano una capacità di tenuta che merita attenzione: Foiano continua a perdere abitanti, ma lo fa con una dinamica meno drastica rispetto ad altri centri dell’area e conserva un tessuto economico e sociale nel quale agricoltura, artigianato, energia, piccola impresa e servizi continuano a offrire possibilità di lavoro.
È forse questo l’elemento che meglio introduce il paese contemporaneo. Foiano non ha trovato una formula miracolosa contro lo spopolamento, ma nel tempo sembra essere riuscito a costruire e conservare più ragioni per restare. A questa capacità hanno contribuito l’iniziativa privata, gli investimenti nel settore eolico, una presenza significativa di artigiani e piccoli imprenditori, giovani che continuano a investire o a reinventarsi sul territorio e una politica locale che, nel corso degli anni, ha mostrato una particolare attenzione alla ricerca di risorse, alle infrastrutture e alla creazione delle condizioni necessarie perché un piccolo comune dell’Appennino possa continuare ad avere una propria vita economica.
Ma Foiano non è soltanto la storia della sua resistenza contemporanea. Il paese affonda le proprie radici in una vicenda molto più antica, legata al monachesimo medievale, alla figura di San Giovanni Eremita e all’abbazia di Santa Maria di Gualdo Mazzocca. Il suo territorio conserva boschi, corsi d’acqua, laghi e antichi percorsi rurali e continua a mantenere un rapporto strettissimo con quella valle del Fortore dalla quale prende il nome.
Foiano sorge nella parte orientale della provincia di Benevento, in un territorio collinare e montano attraversato da valloni, corsi d’acqua e rilievi che accompagnano la valle del Fortore. Il centro abitato si trova a poco più di cinquecento metri di altitudine, una quota inferiore rispetto ai paesi più elevati dell’area ma sufficiente a conferirgli pienamente il carattere di centro appenninico.
Il paesaggio che circonda l’abitato conserva una chiara impronta rurale. Campagne coltivate, aree destinate al pascolo, boschi e strade che raggiungono le contrade formano un territorio nel quale la presenza dell’uomo si è sviluppata per secoli adattandosi alle caratteristiche naturali della montagna. Il Fortore scorre non lontano dal paese e costituisce il principale riferimento geografico di un sistema di piccoli corsi d’acqua, valloni e sorgenti che hanno condizionato l’agricoltura, gli insediamenti e le vie di comunicazione.
Questa geografia ha favorito un rapporto stretto tra comunità e territorio. La montagna non è stata soltanto uno sfondo, ma una condizione concreta che ha influenzato il modo di produrre, muoversi, costruire e organizzare la vita quotidiana.
La storia di Foiano è strettamente collegata a quella del territorio che circonda l’attuale centro abitato. Le testimonianze medievali rimandano a nuclei e insediamenti distribuiti nell’area e, tra i luoghi che ricorrono nella ricostruzione delle origini del paese, compare Ripa San Pietro, legata alle fasi più antiche della presenza organizzata nel territorio.
Il nome di Foiano emerge nella documentazione medievale e nei secoli successivi il paese attraversò le vicende comuni a molti centri dell’Appennino meridionale, passando attraverso differenti assetti feudali e amministrativi. La sua posizione geografica, vicina ai confini che nel tempo hanno separato territori e circoscrizioni differenti, contribuì a creare una storia amministrativa particolarmente articolata. Prima dell’attuale appartenenza alla provincia di Benevento, Foiano ebbe infatti rapporti amministrativi con territori oggi appartenenti alla Capitanata e al Molise, fino alla sistemazione seguita all’Unità d’Italia.
Queste variazioni di confine ricordano una caratteristica fondamentale del Fortore: quella di essere stato per secoli non una periferia immobile, ma una terra di collegamento tra il Sannio, il Molise e la Puglia. Le montagne separavano, ma allo stesso tempo erano percorse da uomini, greggi, merci e itinerari che mettevano in comunicazione versanti oggi appartenenti a regioni differenti.
Uno dei capitoli più importanti della storia di Foiano è legato alla figura di San Giovanni Eremita e al complesso monastico di Santa Maria di Gualdo Mazzocca, la cui vicenda appartiene non soltanto alla storia religiosa del paese ma a quella dell’intero territorio fortorino.
La fondazione del monastero viene fatta risalire al 1156 e attribuita a San Giovanni Eremita. In un’epoca nella quale i monasteri svolgevano funzioni che andavano ben oltre la vita religiosa, la presenza di una comunità monastica poteva incidere profondamente sull’organizzazione del territorio, sulla coltivazione delle terre, sulla gestione delle risorse e sui rapporti tra gli insediamenti circostanti. Gualdo Mazzocca divenne così un punto di riferimento importante nella geografia medievale dell’area.
La storia del complesso fu segnata anche dalle calamità che colpirono ripetutamente l’Appennino. Il grande terremoto del 1456 provocò gravi danni e nei secoli successivi il monastero attraversò ulteriori trasformazioni, fino all’incendio del 1630, che ne determinò la distruzione.
La memoria di quella presenza, tuttavia, non scomparve insieme agli edifici. Il culto di San Giovanni Eremita e il riferimento a Gualdo Mazzocca continuarono a far parte dell’identità religiosa e storica di Foiano, mantenendo vivo il legame con una fase nella quale queste montagne ospitavano un centro monastico capace di esercitare la propria influenza su un territorio molto più vasto dell’attuale comune.

La storia religiosa di Foiano non si esaurisce nella vicenda medievale di Gualdo Mazzocca. Nel centro abitato e nel territorio comunale le chiese e i luoghi della devozione testimoniano la continuità di una dimensione religiosa che per secoli ha rappresentato anche uno dei principali elementi di organizzazione della vita comunitaria.
Tra gli edifici più significativi figura la Chiesa del Santissimo Rosario, la cui costruzione risale al XVI secolo e che viene indicata come completata nel 1570. Nel corso del tempo l’edificio ha conosciuto interventi e trasformazioni, ma rimane uno dei principali riferimenti del patrimonio storico e religioso locale.
Il rapporto tra Foiano e la religiosità popolare emerge inoltre nelle feste, nelle processioni e nelle ricorrenze che hanno scandito il calendario della comunità. In un territorio profondamente segnato dall’emigrazione, questi appuntamenti hanno assunto anche una funzione sociale, diventando occasioni di ritorno e di incontro per le famiglie trasferitesi altrove.
La devozione a San Giovanni Eremita assume in questo quadro un significato particolare perché collega la comunità contemporanea direttamente alle proprie origini medievali, trasformando la memoria religiosa anche in memoria storica del territorio.
Una parte importante del patrimonio di Foiano si trova fuori dal centro abitato. Il territorio comunale conserva infatti un ambiente nel quale campagna, boschi, rilievi e acqua formano un sistema particolarmente adatto alla fruizione naturalistica e al turismo lento.

Tra i riferimenti più conosciuti c’è il lago di San Giovanni a Mazzocca, inserito in un paesaggio rurale e boschivo che conserva il carattere tipico dell’Appennino fortorino. Insieme ad altri piccoli specchi d’acqua dell’area, tra cui il lago Mignatta, costituisce uno dei punti attorno ai quali negli ultimi anni sono stati sviluppati itinerari escursionistici e percorsi capaci di collegare Foiano agli altri comuni del territorio.
La rete dei sentieri permette infatti di leggere il Fortore secondo una geografia completamente diversa da quella automobilistica. Vecchie strade rurali, contrade, boschi, attraversamenti fluviali e percorsi di montagna mettono in comunicazione Foiano con Baselice, Montefalcone e Molinara, restituendo continuità a territori che per secoli sono stati collegati proprio attraverso questi tracciati.
La valorizzazione di questo patrimonio ha favorito anche la nascita di iniziative sportive ed escursionistiche. Manifestazioni dedicate al trail e alla percorrenza dei laghi fortorini dimostrano come un territorio tradizionalmente considerato periferico possa essere reinterpretato attraverso attività legate alla natura, allo sport e alla scoperta lenta del paesaggio. Non si tratta di inventare una vocazione turistica estranea al luogo, ma di utilizzare in maniera contemporanea risorse che Foiano possiede da sempre.
Foiano conserva un rapporto importante con l’agricoltura, che continua a caratterizzare il paesaggio e una parte delle attività locali. Coltivazioni, allevamento e aziende familiari rimangono componenti dell’identità economica del territorio, ma fermarsi a questa immagine significherebbe descrivere soltanto una parte della realtà.
Nel corso degli ultimi decenni la struttura occupazionale del comune è infatti cambiata profondamente. I dati censuari mostrano una progressiva riduzione del peso diretto dell’agricoltura sull’occupazione e, parallelamente, una presenza significativa dell’industria e delle altre attività. Nel 2011 oltre un terzo degli occupati risultava impiegato nel settore industriale, una percentuale nettamente superiore alla media provinciale, mentre più della metà lavorava nei servizi e nelle altre attività.
Dietro questi numeri c’è una caratteristica che ancora oggi distingue il paese: la presenza di un tessuto fatto di artigiani, piccole imprese e lavoratori autonomi che ha contribuito a diversificare le possibilità di occupazione. In un comune di poco più di un migliaio di abitanti, la capacità di mantenere attività economiche differenti assume un peso particolare, perché riduce la dipendenza da un solo settore e rende più articolata la struttura produttiva locale.
A questa tradizione artigianale e imprenditoriale si sono affiancate negli ultimi anni anche iniziative portate avanti da giovani che hanno scelto di investire sul territorio, adattando competenze e nuove idee alle opportunità disponibili. Non si tratta di un fenomeno sufficiente da solo a invertire le dinamiche demografiche, ma rappresenta un segnale importante in un’area nella quale per decenni la prospettiva dominante per le nuove generazioni è stata soprattutto quella della partenza.
Foiano restituisce quindi un’immagine più complessa della classica contrapposizione tra agricoltura ed emigrazione. Il paese rimane profondamente legato alla terra, ma ha costruito nel tempo un’economia nella quale agricoltori, artigiani, imprese, lavoratori dei servizi e nuove iniziative private convivono e contribuiscono, ciascuno in misura diversa, alla tenuta della comunità.
All’interno di questa struttura un ruolo particolare è stato assunto dall’energia eolica. Il territorio di Foiano, come gran parte dei rilievi del Fortore, presenta condizioni particolarmente favorevoli allo sfruttamento del vento e nel corso degli anni è stato interessato da investimenti considerevoli per la realizzazione di impianti.
A Foiano l’eolico non può essere raccontato soltanto attraverso la questione dell’impatto paesaggistico. La costruzione e la gestione degli impianti hanno creato opportunità lavorative e favorito lo sviluppo di professionalità e attività collegate al settore energetico, inserendo il paese in una filiera che ha assunto un peso rilevante nell’economia locale.
Nel territorio sono stati realizzati nel tempo numerosi aerogeneratori e gli impianti più datati sono oggi interessati anche da processi di repowering, attraverso i quali le vecchie turbine vengono sostituite con macchine più moderne e potenti. Questo mostra come il settore non appartenga soltanto alla prima stagione dell’eolico fortorino, ma continui a produrre investimenti e a evolversi tecnologicamente.
La differenza, per un territorio come Foiano, non sta semplicemente nel numero di turbine presenti, ma nella capacità di collegare gli investimenti energetici all’economia locale attraverso lavoratori, imprese, manutenzione, servizi e competenze. È in questo passaggio che il vento smette di essere soltanto una risorsa naturale sfruttata sul territorio e può diventare parte di un sistema produttivo più ampio.
L’eolico si inserisce così accanto all’agricoltura, all’artigianato e ai servizi come uno degli elementi di un’economia diversificata, contribuendo a creare occasioni che in altri contesti interni risultano molto più difficili da trovare.
La demografia è probabilmente uno degli aspetti più interessanti della Foiano contemporanea. Il paese non è immune dallo spopolamento e i numeri impediscono qualsiasi rappresentazione consolatoria: rispetto alla prima metà del Novecento gli abitanti sono diminuiti sensibilmente e negli ultimi decenni il saldo complessivo continua a essere negativo.
La particolarità emerge però osservando la traiettoria nel suo insieme.

Nel 1921 Foiano contava 2.442 abitanti e ancora nel secondo dopoguerra la popolazione superava abbondantemente le duemila unità. La grande emigrazione e i cambiamenti economici del dopoguerra produssero poi una forte contrazione, fino ai 1.540 residenti del 1981. A quel punto, invece di proseguire immediatamente nella discesa, accadde qualcosa di insolito per un piccolo comune dell’Appennino: al censimento del 1991 gli abitanti erano risaliti a 1.708, con un incremento di quasi l’11 per cento in dieci anni.
Successivamente la popolazione ha ripreso a diminuire: 1.551 abitanti nel 2001, 1.477 nel 2011 e poco meno di 1.300 negli anni più recenti. Lo spopolamento, dunque, esiste ed è un problema concreto. Ciò che distingue Foiano è piuttosto la sua capacità relativa di tenuta, soprattutto se il dato viene osservato nel contesto di un Fortore nel quale alcuni comuni hanno conosciuto contrazioni demografiche molto più profonde.
Non esiste una sola spiegazione. La presenza di opportunità lavorative, gli investimenti nell’eolico, un tessuto artigianale ancora vivo, la piccola imprenditoria e la possibilità per alcuni giovani di costruire o reinventare un’attività sul territorio contribuiscono probabilmente a rendere meno inevitabile la partenza. Non annullano il peso della denatalità o dell’emigrazione, ma aiutano a mantenere una base economica e sociale più solida.
In questo quadro ha avuto un ruolo anche la politica locale. Un’amministrazione comunale non dispone degli strumenti necessari per invertire da sola fenomeni demografici che interessano gran parte delle aree rurali europee, ma può incidere sulle condizioni nelle quali cittadini e imprese operano. Intercettare finanziamenti, realizzare opere, accompagnare gli investimenti, migliorare infrastrutture e servizi e costruire relazioni con gli altri livelli istituzionali significa creare un ambiente nel quale restare o investire possa essere meno difficile.
A Foiano questa capacità amministrativa si è tradotta nel tempo in una particolare attenzione alle infrastrutture, alla transizione ecologica, alla valorizzazione del territorio e al miglioramento dei collegamenti con il resto della provincia.
È una strategia che non elimina lo spopolamento, ma affronta uno dei suoi nodi fondamentali: la necessità di offrire alle persone condizioni concrete per vivere e lavorare in un’area interna senza trasformare la permanenza in una scelta esclusivamente affettiva.
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La forza di un piccolo paese non dipende soltanto dall’economia. Foiano conserva una rete di ricorrenze, feste religiose e momenti comunitari nei quali il rapporto con la propria storia continua a manifestarsi con particolare evidenza.
La figura di San Giovanni Eremita, la memoria di Gualdo Mazzocca e le tradizioni religiose locali collegano il presente a una vicenda secolare, mentre le feste continuano a rappresentare occasioni nelle quali la popolazione residente incontra quella parte della comunità che vive altrove ma mantiene legami familiari e affettivi con il paese.
Anche la cultura rurale sopravvive in forme diverse rispetto al passato. L’agricoltura contemporanea non coincide più con la società contadina del primo Novecento, ma il rapporto con la terra, le produzioni familiari e il ritmo delle stagioni continua a occupare uno spazio importante nell’identità locale.
A questa dimensione tradizionale si affiancano oggi attività sportive, percorsi naturalistici e iniziative di valorizzazione che mostrano un paese capace di utilizzare in maniera nuova risorse antiche, senza trasformare il territorio in qualcosa di estraneo alla propria storia.
Foiano affronta ancora tutti i problemi tipici delle aree interne: distanza dai grandi centri, calo demografico, invecchiamento della popolazione e collegamenti che continuano a incidere sulla qualità della vita e sulla competitività delle imprese. Proprio per questo il miglioramento delle infrastrutture rappresenta una delle partite decisive per il futuro del paese. Ridurre i tempi di percorrenza verso Benevento e i principali servizi significa rendere meno penalizzante vivere e lavorare nel Fortore e creare condizioni migliori per chi produce, studia o avvia un’attività.
La vera forza di Foiano sembra però risiedere nella pluralità delle risorse che è riuscito a mantenere. Agricoltura, artigianato, energia, piccola impresa, servizi e iniziative giovanili compongono un’economia che non dipende esclusivamente da un solo settore. Nessuna di queste componenti, presa isolatamente, può garantire il futuro del paese; insieme, però, costruiscono un contesto più dinamico e meno fragile.
I dati demografici mostrano che la sfida resta aperta e che parlare di inversione dello spopolamento sarebbe prematuro. Ma mostrano anche qualcosa che nelle aree interne non è affatto scontato: Foiano conserva ancora una consistenza demografica significativa e continua a esprimere persone che lavorano, investono e cercano di costruire qui il proprio futuro.
Per questo il paese è interessante non perché abbia risolto i problemi del Fortore, ma perché sembra aver conservato più strumenti per affrontarli. La terra, il vento, il lavoro artigiano, l’iniziativa privata, il patrimonio naturale e la capacità amministrativa non sono elementi separati, ma parti di uno stesso equilibrio che può aiutare Foiano a continuare a essere non soltanto un luogo da ricordare o nel quale tornare, ma un paese nel quale sia ancora possibile scegliere di vivere.