Persona
Rosario Zeppa
Collegamento archivisticoMedico oculista, amministratore pubblico e scrittore Rosario Zeppa nacque a Montefalcone di Val Fortore il 17 novembre 1921. Medico oculista,…
Apri la scheda →L'articolo raccoglie aneddoti storici sul divieto di fumo e sul controllo poliziesco del vizio del tabacco in diverse epoche e paesi. Si narra dapprima di una protesta popolare a Milano contro il divieto di fumare sigari, con conseguente calo delle entrate dell'erario e la reazione delle autorità austriache, citando le Memorie di un repubblicano di C. Arrighi. Segue la descrizione di un quadro a Charlottenburg raffigurante Federico il Grande nel fumatoio paterno, tratta da un testo di E. Blaze. Si menziona poi un regolamento del 1846 sulla ferrovia lombardo-veneta riguardante il fumo nei vagoni. Chiude un aneddoto ambientato a San Pietroburgo, con protagonista lo zar Nicola I e un giovane francese scambiato per un semplice cittadino, arrestato per aver rivolto la parola all'imperatore incognito.

Puntata IV
In Francia sui treni: “È vietato fumare nelle vetture e nelle stazioni; tuttavia a richiesta della compagnia, previe speciali misure di precauzione, delle deroghe a tale disposizione potranno essere autorizzate.
Verranno accertate, perseguito e represse, conformemente al paragrafo III della legge 15 luglio 1845 sulla polizia delle ferrovie, le contravvenzioni al presente regolamento,,.
Come trascurar lo sciopero dei fumatori? Sciopero – forse unico nella storia – nel quale gli scioperanti s’imposero un sacrificio ben duro per il solo scopo del bene della Patria.
A Milano “un bel giorno di dicembre (1847) incominciò a correr la voce che non si dovesse più fumare, nè usar tabacco da naso, nè giocare al lotto. Si era calcolato che nella sola Lombardia la finanza imperiale ritraeva un beneficio netto, annuo, di circa cinque milioni di lire italiane, e oltre a otto milioni dal gioco lotto. Era quindi atto di patriottismo. E per meglio incoraggiare i cittadini alla astensione, si citava l’esempio degli Americani del Nord che prima della guerra dell’Indipendenza rinunziarono all’uso del tè per non pagare la gabella all’Inghilterra dominatrice. Ad ogni passo si leggeva:
“Abbasso i sigari! Spia chi fuma! Morte a chi gioca al lotto!”
La polizia aveva riso, ma nel breve giro di due settimane, nella sola Milano, l’erario aveva riscosso circa trecentomila lire di meno della quindicina precedente. Sua Altezza Imperiale e Reale suggerì il modo più spicio e più efficace per mettere alla ragione i faziosi e che consistette nel mandare in giro poliziotti travestiti col sigaro in bocca per provocare il pubblico e tutti fini nella tragedia del 3 gennaio che inorridì tutta l’Europa. “(da Ricordi di un giornalista (1821-51) di G.A. Cesana Milano-Bortolotti 1890),,.
“In una cena dell’ultimo giorno dell’anno (1858) si decretò, con una certa pompa, l’abolizione del sigaro virginia… fatto uno tabacco d’Ungheria mista a foglie di platano,,; a mezzanotte vennero seppelliti i pezzi di virginia e si accesero i cavour.
Gli ufficiali levarono ogni disprezzo dicendo di non presentare più quella porcheria. Nello stesso istante, tutti gli altri avventori chiesero un cavour e il caffè con ci fu un borghese che non tenesse in bocca un sigaro piemontese: fumava perciò chi non aveva mai fumato, mentre gli ufficiali mogi, mogi, uscirono dal caffè, (C. Arrighi-Memorie di un ex repubblicano-Milano 1864).
E in Germania “A Charlottemburg ho veduto il più singolare dei quadri storici: rappresenta la prima entrata del giovane Federico il Grande nel fumatoio del re suo padre. I cortigiani fumano, il re fuma, ciascuno ha davanti a sé l’enorme tazza di birra; la scena si svolge in una nuvola di fumo. Il giovane principe quindicenne s’avanza timidamente; il re gli presenta una pipa; il primo ministro offre il bicchier di birra: eccolo uomo, perfetto perfettamente tedesco,,. Così E. Blaze-La vita militare sotto l’impero-Parigi 1787.
Ciò nonostante vigeva quanto segue: “Discipline da osservarsi dai passeggeri sulla strada ferrata lombardo-veneta (1846) 9°,, il fumare tabacco sarà accordato permesso nei vagoni di terza classe con l’uso di pipe chiuse; ma i passeggeri sono pregati di usare le convenienti precauzioni e riguardi,,.
Per la Russia si racconta invece questa storiella: Lo zar Nicola I, di ritorno da una visita ad una dei palazzo al giovanotto con il sigaro in bocca.
— Siete straniero, signore? — domandò.
— Sì, generale — rispose il giovanotto – sono arrivato stamane da Parigi.
— Allora non sapete che a Pietroburgo è proibito fumare per la strada. Ve ne avverto per evitare noie.
— Grazie, generale – e il parigino buttò via il sigaro.
Ma se era proibito fumare per la parola dell’imperatore. Così, non appena gli agenti di polizia si allontanarono, i due giovani si tirarono un altro fuori di tasca gli indi si trascinarono un posto di polizia e indi al carcere. Il fatto divenne noto e per evitare arresi diplomatici, lo zar fece chiamare il parigino e gli spiegò l’equivoco.
— Dimenticate questa piccola noia — aggiunse lo zar – e se passerete qualche tempo in Russia vi darò col piacere le prove che non siamo così feroci come sembriamo.
— Poiché vostra maestà m’incoraggia — rispose il francese – vi rivolgerò una preghiera.
— Quale?
— Se incontrate un’altra volta non salutatemi!
Dr. Rosario Zeppa
(continua)