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STORIA DI UN FEUDO DEL FORTORE

LA BARONIA DI MONTEFALCONE

Monografia storica di Cosimo Nardi dedicata alla ricostruzione delle vicende di Montefalcone di Val Fortore, nata da anni di ricerche condotte dall’autore in archivi diocesani e di Stato dell’Italia meridionale.

Il volume prende le mosse dalle testimonianze più antiche rinvenute nel territorio e affronta il problema delle origini dell’abitato in epoca normanna, seguendone poi le vicende attraverso le dominazioni angioina e aragonese e la successione delle famiglie feudatarie fino alla fine del Settecento. Un’attenzione particolare è riservata alle descrizioni storiche del paese del 1614 e del 1641, all’apprezzo del Cannatelli del 1777 e ad altre testimonianze documentarie utilizzate per ricostruire l’assetto del territorio e della comunità nelle diverse epoche.

La narrazione prosegue con la fondazione del Monte frumentario nel 1782, con le vicende dell’Ottocento e con un approfondimento sul brigantaggio, fenomeno che interessò direttamente e a lungo il territorio. La ricerca non si limita tuttavia agli avvenimenti politici e istituzionali: Nardi dedica spazio anche agli usi e costumi, alla vita religiosa, alle chiese, alle cappelle e ai luoghi che hanno accompagnato la storia della comunità.

Alla base dell’opera vi è soprattutto una rigorosa ricerca delle fonti. Nardi dichiara di aver consultato, nel corso degli anni, l’archivio diocesano di Ariano, l’Archivio di Stato di Napoli e gli archivi di Benevento, Avellino, Foggia, Lucera e Bovino, raccogliendo documenti in gran parte inediti e sottoponendoli a confronto critico. Citazioni e testimonianze accompagnano pertanto la ricostruzione storica, completata da un’appendice documentaria destinata ad approfondire alcuni degli argomenti affrontati nel testo.

Lo stesso autore presenta il libro come un primo tentativo organico di ricostruzione della storia di Montefalcone, consapevole che ulteriori documenti avrebbero potuto integrare e chiarire aspetti ancora poco conosciuti. Ne deriva un’opera che, oltre a raccontare un lungo arco della storia locale, conserva il valore di una ricerca costruita direttamente sulle testimonianze documentarie e animata, come scrive Nardi nella prefazione, dalla «carità del natio loco».

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